
Il primo processo celebrato sul caporalato nel Saluzzese, in provincia di Cuneo, si è concluso con pene tra i tre e i cinque anni per il caporale e i titolari delle due aziende di Lagnasco e Barge coinvolte nell’indagine
L’avvocato Giacomo Mattalia, legale dell’associazione che si era costituita parte civile commenta così: “È una prima storica condanna per caporalato nel Nord Ovest, che attesta anche l’impegno pluriennale dell’associazione Sicurezza e Lavoro nel contrastare questo odioso fenomeno e nel tutelare i diritti di lavoratori e lavoratrici”.
Per i due braccianti braccianti costituitisi parte civile nel processo il giudice ha disposto un risarcimento provvisionale di 50mila e 15mila euro. Diecimila euro a Cgil, il sindacato agricolo Flai Cgil e associazione Sicurezza e Lavoro.
Il processo è cominciato nel 2018 dopo l’arresto di un cittadino del Burkina Faso ex lavoratore che secondo l’accusa, insieme ai titolari di due aziende del territorio, una frutticola di Lagnasco e una di pollame a Barge, imputati anch’essi, aveva recuperato manodopera per la raccolta della frutta. L’uomo soprannominato “Momo” traeva da questa situazione di privilegio vantaggi economici personali, imponendo una sorta di tassa mensile da pagare a lui per questo sua opera di intermediazione.