Chiusura, riapertura, buona sorte: storia di un ponte crollato senza vittime


La Protezione Civile allertata sin da venerdì sera; due prefetture – Novara e Vercelli – a seguire la situazione minuto per minuto; l’ordinanza di chiusura del ponte, revocata giusto poche ore prima del crollo. La storia del ponte di Romagnano è uno strano mix di previdenza, paradosso e non fatalità. Chissà quale polverone si sarebbe sollevato se, a seguito del crollo verificatosi dopo la riapertura del ponte, vi fossero state delle vittime. Ma in quel momento sul ponte non c’era nessuno: fatto in sé strano visto l’usuale traffico sulla SR142, che si snoda tra le province di Biella, Vercelli e Novara orlando il piede dei primi rilievi in una zona densamente popolata e industrializzata. Questo del resto proprio il motivo che può aver condotto le Autorità a riaprire il ponte con una certa solerzia, fatto che non si sarebbe mai verificato su una strada secondaria e fatto al quale ha contribuito l’ingannevole mutevolezza del meteo di questo travagliato weekend. Ma sta di fatto che, al momento del crollo, sul ponte non c’era nessuno. “Onda lunga” di un provvedimento revocato? Prudenza dei cittadini? Mera buona sorte? Non lo sapremo mai. Per una volta, siamo chiamati a commentare un caso nel quale le cose sarebbero potute andare malissimo, e invece non è successo nulla di grave [foto Roberto Codebò].