“Come affrontare la paura”: intervista a Franco Gabrielli

franco gabrielli

Al Salone Internazionale del Libro di Torino abbiamo conversato con Franco Gabrielli, ex capo della Polizia di Stato, ed autore del libro “Contro la paura”: un saggio che cerca di comprendere come affrontare il tema della sicurezza pubblica senza estremismi. Questa l’intervista completa a Franco Gabrielli.

Dottor Gabrielli, questo libro ci spiega come cercare di affrontare la paura quando si parla di pubblica sicurezza.

Sì, l’obiettivo è provare a declinare questa parola e questo tema che spesso accompagna il dibattito pubblico con toni eccessivi, strumentalizzazioni e polarizzazioni. Vorremmo provare a parlare un linguaggio di verità e concretezza, perché il libro sottolinea una serie di errate rappresentazioni su questo tema.

Affrontata il tema in modo schietto…

Pur senza la pretesa di essere la “verità rivelata”, il testo prova a offrire soluzioni su vari temi: ordine pubblico, immigrazione, intelligence e protezione civile, proponendo una visione della sicurezza a 360 gradi.

Sulla sicurezza si sente spesso parlare di un aumento della paura tra le persone, nonostante i dati (come quelli su omicidi e furti) riportino una situazione diversa e in diminuzione nelle città. Come mai, secondo lei che è stato Capo della Polizia, esiste questa disparità tra la percezione dei cittadini e i dati obiettivi?

Nel libro affrontiamo proprio questo argomento, sottolineando come entrambi i modi di vedere la realtà non siano esaustivi. Le statistiche dei reati denunciati non possono restituire ciò che avviene realmente, anche perché nel nostro Paese una parte dei reati non viene più denunciata. D’altra parte, le paure sono sentimenti legittimi.

E’ legittima ma forse strumentalizzata?

Sebbene la paura strumentalizzata sia da evitare, le istituzioni non possono ignorare il senso di insicurezza dei cittadini: se una persona ha paura ad attraversare un luogo o non si sente sicura in casa, le istituzioni devono porsi delle domande e restituire risposte.

Ma quindi cos’è la sicurezza?

La sicurezza nel nostro tempo è un concetto polisemico che rifugge la complessità: non riguarda solo il crimine, ma è anche sicurezza sociale, economica e sui posti di lavoro. Il problema è non dare risposte troppo semplificate o affidarsi a slogan che appaiono risolutivi nell’immediato, ma che rivelano tutta la loro fragilità in una prospettiva più ampia.

Cambiando argomento, una domanda che poniamo a tutti i nostri ospiti riguarda il “libro della vita”. C’è un titolo particolare nel suo caso?

Sono un discreto lettore, leggo qualche decina di libri all’anno. Non individuo un singolo libro che mi abbia cambiato la vita, ma è la lettura stessa a essere diventata un’esigenza vitale crescendo. Oggi, se non ho dei libri con me, anche in viaggio, sento quasi una mancanza di ossigeno; considero i libri come la bussola della mia esistenza.

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Lei ha viaggiato molto in Italia come Capo della Polizia. Essendo qui a Torino, c’è un luogo, un monumento o una piazza che apprezza particolarmente?

Su tutti la Mole, che è il simbolo della città. Mi piace molto anche il Museo Egizio, un’eccellenza del Paese. In generale, trovo molto piacevole passeggiare nel centro di Torino e apprezzo il fascino particolare della sua parte collinare.