
L’8 e il 9 giugno tutti i cittadini sono invitati a recarsi alle urne. Si vota per cinque quesiti referendari abrogativi che hanno a che fare con questioni sociali e civili, importanti per la vita di tutti i giorni. Fondamentale sarà il quorum, che si dovrà attestare al 50% per poter validare il referendum. Oggi parliamo del quarto quesito quesito.
Il testo del quarto quesito del Referendum
«Volete voi l’abrogazione dell’art. 26, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” come modificato dall’art. 16 del decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106, dall’art. 32 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modifiche dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nonché dall’art. 13 del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, limitatamente alle parole “Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.”?»

Terzo quesito: di cosa si tratta
Il tema centrale del quarto quesito è la sicurezza sul lavoro, tema sempre più attuale. Nello specifico si chiede al cittadino di estendere le colpe e le responsabilità delle aziende appaltatrici e delle imprese in caso di incidente sul lavoro e non solo sui rischi generici. I morti e i feriti sul luogo di lavoro aumentano sempre di più di anno in anno, e proprio per questo motivo, la CGIL, che ha voluto promuovere questo referendum, ha spiegato che una vittoria del si permetterebbe di aumentare le responsabilità delle aziende in questa materia e di garantire una conseguente diminuzione dei rischi e degli incidenti.
In particolare, il testo di questo quesito chiede l’abrogazione della responsabilità solidale del commitente, ovvero quella norma che da spesso origine alla catena di subappalti. In questo senso, abrogando la norma, si abrogano anche i subappalti ritenuti una delle cause principali degli infortuni sul lavoro. Al contrario, i fautori del no, spiegano che questa abrogazione potrebbe portare ad un caos normativo e ad una maggiore confusione.