
Il presidente Alberto Cirio: “Il Covid non sparisce per decreto, continueremo a monitorare e coordinare le azioni per fronteggiare la pandemia”
“È un momento che viviamo tutti con grande partecipazione emotiva, attendevamo questa giornata da tempo e vogliamo viverla nel senso più corretto del suo significato: da una parte gioire per la fine dell’emergenza, dall’altra non pensare che il Covid sia stato cancellato dalla nostra vita per decreto”: è il messaggio del Presidente della Regione Piemonte Cirio durante la conferenza stampa convocata per la fine dello stato d’emergenza sanitaria. Il Piemonte, attualmente, è la regione con l’incidenza più bassa ma il virus persiste ed è necessario proseguire con la campagna vaccinale.
Cirio ha proseguito ringraziando tutti coloro che hanno condiviso con la regione il percorso degli ultimi due anni, ricordando l’importante ruolo amministrativo avuto dalle regioni nella gestione del Covid.
Ripercorrendo i momenti anche difficili e drammatici che hanno caratterizzato questi due anni, il presidente Cirio ha voluto ringraziare tutti coloro che si sono spesi in ogni modo possibile per combattere la diffusione del virus e curare e sostenere la popolazione tra cui tutti gli operatori della sanità pubblica e privata, le Prefetture, i sindaci e gli enti locali, il personale dell’Unità di Crisi e del Dirmei, l’Esercito e le forze dell’ordine, i volontari della Protezione civile, le fondazioni bancarie, il mondo imprenditoriale, il CSI e gli organi di informazione insieme a tutti i cittadini.
L’assessore Icardi ha osservato come la presenza del Covid-19 rimane una minaccia da non sottovalutare per evitare una risalita dei contagi, motivo per cui è stato chiesto al Governo di non ripristinare le norme restrittive sulla privacy in vigore prima della pandemia e di non tornare indietro sulle modalità di trasmissione delle ricette dematerializzate e sull’accesso al fascicolo sanitario. I grafici delle quattro ondate dimostrano chiaramente come le misure anti-Covid in Piemonte abbiano progressivamente ridotto gli effetti della malattia in modo drastico, dall’inizio ad oggi: la regione ha saputo fare sistema, grazie ai suoi sanitari, ai vaccini e al ruolo attivo e collaborativo della stragrande maggioranza della popolazione. Il senso di responsabilità di tutti, anche fuori dall’emergenza, è fondamentale perché la pandemia non possa più rialzare la testa.
La fine dello stato di emergenza comporta anche la formale chiusura dell’attività dell’Unità di Crisi istituita all’inizio della pandemia e il passaggio delle sue competenze di monitoraggio e coordinamento al Dirmei, il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive costituito nel giugno 2020 per diventare il cuore della battaglia contro il Covid. La struttura sarà diretta da Emilpaolo Manno e suddivisa in 27 settori.
L’attuale situazione in Piemonte dimostra un’incidenza di 450 casi ogni 100.000 abitanti, con un’occupazione di posti letto ordinari all’8,8% e delle terapie intensive al 3,5%. L’84,3% dei cittadini piemontesi che ha concluso il ciclo primario con monodose o doppia dose ponendo il Piemonte in testa alla classifica delle Regioni italiane più grandi, come risulta dai dati della Fondazione Gimbe aggiornati al 30 marzo. I non aderenti sono al momento 358.000, tra i quali 109.000 5-11enni e 106.000 over50.
A partire da luglio la Regione Piemonte stabilizzerà tutti i 1.137 operatori in servizio durante l’emergenza Covid che hanno i requisiti previsti dalla legge nazionale. La normativa statale consente di assumere a tempo indeterminato gli infermieri e gli operatori sociosanitari che abbiano maturato entro giugno di quest’anno almeno 18 mesi di servizio, di cui almeno 6 nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022.