
Ha raccolto numerose adesioni anche nel Torinese l’iniziativa “12 novembre 2010: Porte chiuse, luci accese sulla cultura” promossa da Federculture (la Federazione delle aziende dei servizi pubblici locali per la cultura) e da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), con il sostegno del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Domani musei, biblioteche, siti archeologici e luoghi di spettacolo in tutta Italia si mobiliteranno per richiamare l’attenzione sugli effetti dirompenti che la manovra finanziaria avrà sul settore.
A Torino non apriranno tutte le sedici biblioteche della città, da quella Centrale di via della Cittadella a quelle di quartiere. Chiudono anche i musei Pietro Micca e A come Ambiente, la Fondazione Vera Nocentini e l’Istituto Gramsci, mentre Palazzo Madama, Gam, Mao, Borgo Medioevale, Museo del Cinema, Museo di Scienze Naturali e Museo della Montagna rimarranno aperti e l’ingresso sarà gratuito. Ingresso a pagamento, invece, a Museo della Resistenza, Museo della Frutta, Museo Lombroso, dove sarà distribuito del materiale per sensibilizzare i visitatori. Anche il Teatro Regio, il Teatro Stabile, la Casa Teatro Ragazzi e l’Unione Musicale aderiscono: le serate in programma non salteranno, anche se il pubblico e gli abbonati verranno informati sull’effetto dei tagli deciso a Roma. In provincia di Torino, hanno segnalato la propria adesione alla protesta anche l’amministrazione comunale di Ivrea, unitamente ai lavoratori del settore Cultura e del sistema bibliotecario del Canavese.
“L’obiettivo – sostengono i promotori della protesta – è denunciare il pressoché totale disimpegno statale nel garantire la sopravvivenza del settore, già da anni falcidiato dal progressivo rarefarsi delle risorse e degli investimenti”. Nel prossimo anno il budget del Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) crollerà a 1,5 miliardi di euro, ormai circa lo 0,21% del bilancio statale, come dire che lo Stato spende 21 centesimi in cultura ogni 100 euro e, parametrato alla popolazione italiana equivale ad una spesa procapite di 25 euro. Cifre molto distanti si registrano nel panorama europeo: la Francia, ad esempio, ha una spesa statale pro capite per la cultura di 46 euro, quasi il doppio della nostra. ManifestoITA_50x100_IDEA_stampa