
Dal 2023, il Canone Rai non verrà più inserito in bolletta: l’iniziativa, accolta con riformulazione e quindi non sottoposta ai voti, prevede di “adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il Canone Rai”. Si tratta di dare un seguito all’impegno che l’Italia aveva con l’UE di scorporare il Canone Rai in quanto onere improprio, ha affermato la sottosegretaria per la Transizione Ecologica.
La revoca del provvedimento a partire dal 2023 è stata accolta con preoccupazione dall’Usigrai che teme una nuova impennata dell’evasione. Pertanto, il sindacato ha diramato una nota ufficiale con la quale ha riferito che “Il Canone italiano è il più basso in Europa, così come il numero di giornalisti in organico, in proporzione alle ore di trasmissioni autoprodotte’’.
Con lo scorporo del Canone Rai dalla bolletta a partire dal 2023, i fornitori di elettricità non dovranno più richiedere il pagamento tramite bollette di somme non strettamente legate all’energia. In questo modo, viene rispettato un vincolo imposto da Bruxelles al fine di stanziare i 239 miliardi del Pnrr.
Per la Commissione europea, infatti, il Canone Rai riscosso in bolletta penalizza “le bollette dell’energia che diventano più care impedendo ai cittadini di gestire in un altro modo il pagamento dell’imposta per la televisione pubblica”.
Dal 2023, quindi, il canone per la televisione pubblica ricomincerà a essere pagato attraverso un documento separato dalla bolletta, “nell’ottica di una maggiore trasparenza”.
Per tutti i potenziali esenti, sarà obbligatorio presentare una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate al fine di certificare la presenza dei requisiti richiesti per astenersi dal pagamento. Nello specifico, potranno procedere gli over 75 con reddito annuo inferiore a 8 mila euro e anche quei soggetti che dichiareranno l’assenza in casa di tv in grado di fornire il servizio.