
Dopo il derby anche Conte dà ragione ai granata: “Il contatto in area c’era, ci è andata bene” Anche per l’allenatore della Juve l’arbitro non ha visto un rigore da dare al Toro. Intanto, però, il distacco in vetta della Roma non cambia: i giallorossi sono di nuovo a -9 dai bianconeri e devono recuperare la partita col Parma.
A decidere il derby numero 188 è stato un lampo di Tevez. Furia granata per un contatto su El Kaddouri, rigore non dato da Rizzoli, ingannato forse dal rallenty nella caduta. El Kaddouri più rivede i replay dello sgambetto di Pirlo nell’area di rigore e più si arrabbia. “Quello era un rigore netto – si sfoga il trequartista belga-marocchino – e purtroppo ha deciso la partita. Meritavamo il pareggio perché abbiamo fatto una buona partita in uno stadio difficilissimo”.
Standing ovation per Tevez, al momento della sua uscita dal campo: da ieri l’argentino è il capocannoniere della serie A. Carlitos sceglie un’esultanza singolare. “Mimavo una tromba, strumento molto usato nella cumbia argentina, il mio genere di musica preferito” ha poi spiegato a fine partita. Insomma, nessuno sfottò agli avversari.
Sorprende negativamente la prova di Vidal che rischia l’espulsione e per somma di ammonizioni non ci sarà nella notte di San Siro contro il Milan.
Sul fronte granata delude la coppia Cerci Immobile, il primo reso innocuo da Asamoah e l’attaccante partenopeo appare evanescente tanto che l’unico pericolo vero arriva dal contatto sospetto tra Pirlo e El Kaddouri in area. Ventura è amaro: “altro derby deciso da un errore arbitrale. Rigore netto ma la Juve è la più forte” afferma il tecnico.
Il giorno dopo pesano anche gli striscioni esposti ieri allo Juventus Stadium: la curva Sud bianconera ha oltraggiato la tragedia di Superga e ora il club rischia la squalifica. “Le tragedie non si toccano. Mai. No agli striscioni e ai cori canaglia. Tutti”. Così twitta il presidente della Juventus, Andrea Agnelli.