Faccia a faccia tra i candidati a sindaco di Torino


Al Teatro Colosseo il confronto tra i tre principali candidati al ruolo di sindaco di Torino. Sul palco, a rispondere alle domande del direttore de La Stampa Massimo Giannini, ci sono Paolo Damilano, Stefano Lo Russo e Valentina Sganga.

Prima domanda: i tre problemi di Torino.

Sganga: “Continuare a ridurre il debito del comune come abbiamo fatto per l’approvazione del bilancio che per la prima volta abbiamo approvato entro fine anno e che vuol dire fare programmazione per il futuro. L’aria inquinata e la fascia di povertà con il lavoro come possibile soluzione”.

Lo Russo: “Il lavoro. Torino deve essere una città in cui si viene per lavorare e da cui non si scappa per trovare un impiego. Le diseguaglianze: la crisi ha allargato la forbice di chi sta bene e chi sta male, non solo per gli stipendi ma anche una questione di opportunità, come ad es. il trasporto pubblico, con meno linee in periferia e poi il calo demografico, una rotta da invertire”.

Damilano: “La casa che non c’è per tutti nessun deve più essere costretto a dormire per strada. La sicurezza: in alcune strade non si cammina sicuri e questo non è accettabile. Non mi piace vedere una città accasciata su se stessa: mi chiedono se farò chiudere le buche, se la carta di identità arriverà in poche ore e si taglierà l’erba”.

Seconda domanda: Cosa farà nei primi cento giorni?

Sganga: “La gestione degli Atp Finals. Il rinnovo del parco mezzi che abbiamo pianificato. Inserire un assessorato che si occupi di commercio locale e suolo pubblico perché Torino vive di mercati rionali e nella pandemia il settore del commercio di vicinato ha patito tanto”.

Lo Russo: “Riaprire i servizi pubblici che sono stati chiusi e tagliati. Varare un piano straordinario di manutenzione della nostra città per aree verde e aree giochi e i marciapiedi. Terzo: chiamare stakeholder della città imprese sindacati e terzo settore e condividere insieme la programmazione del pnrr”.

Damilano: “Prendere in mano la cabina regia del pnrr e sfruttare ogni singolo giorno. Sviluppare la qualità dei progetti non la quantità. Organizzare un assessorato per il pnrr che sia crocevia di esigenze e di energie. Costruire la squadra di governo migliore”.