Il 2010 è stato per Exor “un anno molto buono”. Lo ha detto all’Unione industriale di Torino il presidente della società, John Elkann, alla sua prima assemblea nel ruolo anche di amministratore delegato. Il numero uno del Lingotto ha spiegato che lo spin off delle attività auto da quelle industriali è stato “un evento di natura straordinaria” e che il gruppo non avrà l’opportunità di “fare operazioni come questa ogni anno”. L’intenzione è di “essere presenti anche nei principali mercati emergenti e – ha aggiunto – l’obiettivo è di incrementare il valore del Nav (il Net asset value che, nel 2010, è cresciuto di quasi il 46%, ndr) in modo tale che sia superiore alla performance dell’indice azionario mondiale, Msci, questo e’ un obiettivo ambizioso”. Come? Citando Keynes Elkann ha detto: “Meno investimenti complessivi e ogni investimento con un valore più alto”. Investire sì ma in modo oculato, dunque, anche vendendo e sopratutto senza incrementare il debito superando la soglia del “20 per cento del valore degli asset”. Sul fronte delle vendite, il presidente ha confermato che per Alpitour “il processo è già in corso” e ha aggiunto: “Ci sono cinque acquirenti interessati”.
Capitolo Juve. Exor non si tirerà indietro, secono John Elkann, che davanti al cugino e presidente della Vecchia Signora ha dichiarato: “Il consiglio di amministrazione della Juventus sta lavorando a un piano, se ci sarà bisogno di sostenerlo lo faremo”. “La Juve – ha aggiunto Elkann – ha lavorato quest’anno ad una campagna importante e sta lavorando sul fondo per arrivare nei prossimi anni a ritrovare una squadra con un’età media più giovane dell’attuale e un impianto sportivo all’altezza del proprio passato e soprattutto alle ambizioni del proprio futuro”. “Le prospettive – ha affermato – sono legate a un grande evento che accadrà quest’anno, l’inaugurazione del nuovo stadio e al piano a cui si sta lavorando al 2014”. Per quanto riguarda il fair play finanziario Elkann ha ricordato che “le direttive Uefa impongono un equilibrio tra il livello sportivo e l’equilibrio economico. Per i tifosi – ha aggiunto – bisogna evitare i fuochi di paglia come quello della Roma o anche del Torino”.