La disinformazione e le fake news. Presentata a Palazzo Lascaris una ricerca, coordinata insieme al Corecom Piemonte


La disinformazione e le fake News. Un argomento più che mai di attualità in questi tempi di Covid. Una ricerca su questo tema è stata presentata lunedì 29 novembre scorso, a Palazzo Lasciaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, con la pubblicazionee dei dati di un questionario vario esteso a tutte le cinque province del Piemonte, insieme  ai dati relativi ai 5 anni dell’ultimo mandato del Corecom Piemonte, alla presenza del suo Presidente Alessandro De Cillis.

“Abbiamo finalmente portato a termine – spiega il presidente del Corecom Piemonte Alessandro De Cillis – un lavoro ampiamente innovativo nell’ambito della disinformazione e fake News. Avevamo l’onere di intervenire su questa nuova attività in relazione  alle problematiche affrontate oggi dai minori, soprattutto in questa epoca di  Covid, e all’acquisizione delle informazioni, riuscendo a rendere i giovani consapevoli nella distinzione tra corretta informazione e attività di comunicazione“.

La ricerca risulta il frutto dell’attività dedicata al contrasto della disinformazione e delle fake news, che è  stata sviluppata a partire dal documento di cui sono stati condivisi i contenuti con il Corecom ( Comitato Regionale per le Comunicazioni), allo scopo di promuovere e divulgare i principi e le regole alla base della corretta e completa informazione. Nel novembre 2019 e’ stato, infatti, firmato il protocollo d’intesa per attuare una serie di interventi  di prevenzione e contrasto al fenomeno del cyberbullismo, sottoscritto dalla giunta regionale ( assessori all’Istruzione e alla Sanità),  Ufficio  Scolastico Regionale per il Piemonte, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale, Garante per l’Infanzia e l’adolescenza e Procura di Torino. Questa collaborazione ha portato all’elaborazione di un questionario rivolto agli studenti di tutte le classi piemontesi delle scuole secondarie di secondo grado, al fine di verificare le loro rispettive capacità  di distinguere le notizie veritiere da quelle false ,e di sviluppare un senso di orientamento  nel mondo dell’informazione e altrettanto senso critico.

Sono stati 7421 gli studenti coinvolti negli istituti secondari dei vari capoluoghi di provincia.

“L’attenzione del mondo della scuola su temi quali le fake News, hate speech e cyberbullismo, è  sempre molto alta e vigile – spiega  il direttore generale dell’Usr per Piemonte, Fabrizio Manca – e, non a  caso, nel 2019 e’ stato introdotto lo studio dell’Educazione civica come disciplina trasversale, ma anche parte integrante delle materie scolastiche. Due dei tre assi di questa materia sono rappresentate da Costituzione e Cittadinanza digitale. Queste hanno l’obiettivo di fornire agli studenti conoscenze e competenze adeguate per usare in maniera consapevole e responsabile i nuovi mezzi della rete, quelli di comunicazione  e gli strumenti digitali, in una prospettiva di sviluppo del pensiero critico,  accompagnato dalla sensibilizzazione rispetto ai possibili rischi relativi all’impiego dei social media e alla navigazione in rete, per contrastare il linguaggio dell’odio.

Numerose le domande che sono state sottoposte agli studenti di licei, istituti professionali e tecnici. La prima riguardava il significato del termine “fake news”; sono state fornite dal questionario tre tipologie di risposte, una neutra, una falsa e una giusta, e gli studenti non hanno avuto difficoltà, nella maggior parte dei casi, a scegliere la risposta giusta. La seconda domanda riguardava l’identità del soggetto preposto al controllo dell’autenticità  di una fotografia all’interno di una notizia; sono seguite domande sulle modalità  di controllo dell’autenticità di una notizia, sull’identità di chi possa diffondere notizie false e di chi abbia il fondamentale potere di verifica delle fonti.

Questa ricerca, avviata con la compilazione del questionario negli istituti scolastici, è iniziata in coincidenza con la comparsa della pandemia, in un periodo in cui si è, bene o male, prepotentemente affacciata la didattica a distanza o Dad, che ha coinvolto non soltanto alunni e insegnanti, ma anche i genitori, in una nuova consapevolezza dell’importanza di attuare un corretto uso della rete, imparando a discernere i pericoli che vi sono insidiati.

Da questa ricerca, estesa a tutti gli istituti secondari di secondo grado nelle varie province piemontesi,  è  emerso lo sviluppo di un senso critico che contraddistingue le nuove generazioni che si approcciano alla rete, non demonizzandola, ma facendone un uso assolutamente e pienamente consapevole. Questa ricerca ha dimostrato, infine, l’importanza prioritaria di estendere questo sforzo di sviluppo di questo approccio consapevole ai media anche al resto della popolazione piemontese adulta.