
L’epilogo che non ti aspetti di una vicenda che giunge al termine. Il sindaco Piero Fassino ha lasciato Torino per una missione tra Ginevra e Londra, lasciandosi alle spalle le polemiche per il gesto del dito medio mostrato ai tifosi nel giorno del ricordo del Grande Torino, in cui annunciava l’imminente ricostruzione dello stadio Filadelfia. Neppure a mente fredda il sindaco se la sente di chiedere scusa: “È stata data una ricostruzione sbagliata di quello che è successo. Perché dovrei chiedere scusa a chi mi ha insultato e aggredito, in modo pesante, a chi ha offeso la mia famiglia? Non ripeto quello che mi è stato detto per carità di patria. Mi hanno lanciato addosso ghiaia e lattine di birra: questi gesti hanno provocato in me una reazione istintiva e umana, di cui naturalmente mi rammarico, ma che considerato il contesto mi sembra comprensibile”.
La vicenda si conclude in maniera inaspettata: i tifosi del Toro resteranno delusi per la fine di questa querelle. Le scuse erano considerate il gesto minimo per poter ricomporre una frattura che, ora, sembra insanabile.
