Mentre il futuro di Mirafiori resta un’incognita, la Fiom ha organizzato per sabato mattina alle 9.30 una manifestazione davanti alla Porta 5 della carrozzerie. Lo slogan della protesta è “Lavoro è libertà”. Secondo il segretario della Fiom nazionale Giorgio Airaudo,
è necessario “riprendere il dialogo con la Fiat con ragionevolezza e fare una trattativa vera. A noi interessa che il tavolo riprenda, non si possono trattare i lavoratori come bambini. Vogliamo un investimento su Mirafiori, ma non siamo disponibili a negoziare sulle libertà”. Sulla stessa linea il segretario della Fiom torinese Federico Bellono: “Bisogna evitare che, dopo dieci giorni di empasse, si concluda un accordo a fabbrica chiusa. Su questa condizione abbiamo registrato una forte richiesta da parte dei lavoratori durante le assemblee della scorsa settimana: i lavoratori vogliono essere coinvolti in corso d’opera e non solo a posteriori per essere chiamati semplicemente a dire sì o no”. Sempre Bellono ha ricordato che le firme raccolte alla Carrozzerie per chiedere l’investimento, ma non sul modello Polmigliano, sono 2700. Apertura anche da parte della Fismic e del segretario Roberto Di Maulo: ”Noi siamo noi a promuoverla ma certo è che se ci chiamano siamo pronti a dare una mano, così come siamo disponibili a partecipare a tutte le iniziative di buonsenso che possano favorire una positiva conclusione della vicenda”.