
E’ stata arrestata stamattina tutta la famiglia Ligresti, relativamente all’inchiesta della Procura di Torino su Fondiaria Sai, il cui quartier generale è a Torino. Il patriarca Salvatore Ligresti è ai domiciliari; sono finiti in carcere invece i tre figli, Paolo, Jonella e Giulia Maria. Sono stati arrestati anche alcuni ex manager: i due ex amministratori delegati Fausto Marchionni ed Emanuela Erbetta, e l’ex vice presidente pro-tempore Antonio Talarico. L’inchiesta torinese è coordinata dai magistrati Marco Gianoglio e Vittorio Nessi, ma non è l’unica nei confronti della Fonsai. Anche a Milano è stato aperto un fascicolo sulla scalata al gruppo che vede la famiglia Ligresti e Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, accusati di ostacolo agli organi di vigilanza per il presunto patto occulto tra Mediobanca e la sua famiglia.
I procuratori torinesi Vittorio Nessi e Marco Gianoglio accusano i vertici di Fonsai di aver “truccato” la voce “riserva sinistri”, sottostimata per circa 800 milioni nel tentativo di celare un pesante passivo nei conti della società. In questo modo è stato dunque alterato il bilancio della società tra il 2008 e il 2010 e sono state poi comunicate false notizie ai mercati, in modo tale che fossero manipolati i prezzi delle azioni dell’azienda quotata in borsa. Gli investitori non sarebbero così stati in grado di attuare una corretta valutazione dei titoli azionari. Per questo la Fonsai è accusata di aggiotaggio.
A ottobre c’erano gia stati dei controlli all’Isvap a Roma, e in particolare nell’ufficio del presidente Giancarlo Giannini, che è stato poi iscritto nel registro degli indagati per concorso in falso in bilancio. A febbraio invece la Guardia di Finanza si era presentata per un controllo alle abitazioni dei figli di Salvatore Ligresti e degli ex dirigenti Fausto Marchionni, Emanuele Erbetta, Antonio Talarico e Vincenzo La Russa.
