Francesca all’altare, con il fondamentale apporto di Tania

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Logo-tuffati-anche-tu-150x150 Francesca all'altare, con il fondamentale apporto di TaniaInsolita puntata della nostra rubrica che parla di tuffi. Dedicata non a una competizione, bensì… a un matrimonio (che del resto, a suo modo, è una bella competizione anch’esso…). Perché c’è poco da fare: già le vicende private degli atleti fanno fatica a passare inosservate; figuriamoci poi quando esse finiscono per ricalcare in tutto o in parte gli schemi della loro vita agonistica.

Chi poteva essere all’altare a fianco di Francesca Dallapè, convolata a giuste nozze sabato scorso, nel fondamentale ruolo di testimone….? Naturalmente Tania Cagnotto, esattamente come se l’altare stesso fosse fatto come i due trampolini del sincro da tre metri. Accanto nelle gare, accanto nella vita privata. Lo hanno sempre sostenuto, di essere come due sorelle, e molti sono gli indizi in tal senso. A parte i fatto che quando sono sul trampolino qualche volta sifa fin un po’ fatica a distinguerle; a parte il fatto che Tania sia nata a Bolzano e Francesca a Trento; a parte il fatto che vi siano solo tredici mesi di differenza di età: basterà ricordare sul punto il sincero e disperato pianto di Francesca nella sua veste di commentatrice televisiva quando, a Londra 2012, Tania mancò il podio del tre metri individuale per un infinitesimo di punto in favore della messicana Laura Sanchez Soto.

Ma, visto che purtroppo non ero presente nella bella chiesina di Villamontagna dove si sono celebrate le nozze, mi piace scherzare sul vero motivo per cui probabilmente la presenza della Cagnotto era fondamentale all’altare. Come avrebbe fatto Francesca a dire il suo «Sì», se Tania non avesse detto prima «Pronta…..?!»?.

A questo punto bisogna sapere che, nel tuffo sincro, una delle due atlete assume per così dire il comando delle operazioni. Domanda all’altra se sia pronta e, dopo che questa ha risposto di sì, conta fino a tre per dare il via al salto. Nel silenzio tombale che avvolge la piscina – identico a quello che si ode nel tennis subito prima del servizio – quel «Pronta…?!» sembra la punta di una lama che per un attimo punga il velo della tensione. Specialmente se viene pronunciato con l’inconfodibile voce acuta e un po’ stridula – ma nonostante ciò sempre dolcissima – della nostra bella principessa azzurra dei tuffi. Ci piacerebbe molto poter offrire ai nostri lettori una trascrizione fonetica del «Pronta» di Tania, ma esso – parafrasando il Manzoni – è composto di fonemi così eterocliti, così bisbetici, così salvatici, che l’alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono [v. nota al fondo]. Basti dunque sapere che chi l’ha udito una volta non lo dimentica più, e che – quando lo imito – fa sempre morir dal ridere i bambini….

Sabato a Villamontagna, come detto, noi non c’eravamo. Ma naturalmente non crediamo proprio che Tania abbia scandito il suo «Pronta…?!» prima del fatidico «Sì» di Francesca. Ci piace però immaginare che gliel’abbia sussurrato, o mimato con il labiale un attimo prima del momento fatale, ad assicurarle il suo appoggio ricordando i mille salti da mille trampolini di mezzo mondo. Davvero una bella favola in piscina e fuori, la storia di queste due dolci sorelle d’Italia dei tuffi.

Roberto Codebò

Nota. Si tratta della scherzosa descrizione del nome milanese del forno delle grucce (Il prestin de scansc), preso d’assalto dalla folla nella Milano affamata dalla carestia (I promessi sposi, cap. XII).