Frode immobiliare milionaria per evadere le tasse scoperta dalle Fiamme Gialle a Torino

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auto-gdf Frode immobiliare milionaria per evadere le tasse scoperta dalle Fiamme Gialle a TorinoUna rete di imprenditori, professionisti e prestanome che operavano frodi fiscali “a catena” nel settore immobiliare è stata scoperta dalla Direzione provinciale delle Entrate di Torino. Le verifiche hanno portato ad accertare imponibili Iva evasi per oltre 85 milioni di euro, rilievi ai fini delle imposte dirette per 25 milioni e imposte non pagate per 24 milioni. Un complesso giro di operazioni truffaldine con 9 società coinvolte e una dozzina di persone implicate a vario titolo.

L’indagine è partita da una verifica fiscale nei confronti di una società che riportava in dichiarazione un consistente credito Iva, indizio dietro il quale si celano spesso consistenti irregolarità fiscali. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate si sono trovati così ad aprire un vero e proprio “vaso di Pandora”, con sviluppi investigativi che si sono allargati a macchia d’olio.
La prima società controllata si è rivelata, infatti, una vera e propria “cartiera”. In sostanza emetteva fatture per consentire ad altre società beneficiarie – riconducibili allo stesso gruppo di persone – di abbattere il proprio reddito d’impresa e creare dal nulla dei crediti Iva, utilizzati come una sorta di “bancomat” per pagare altri debiti con l’Erario e con gli enti previdenziali attraverso il meccanismo della compensazione.

I meccanismi erano quelli consolidati in questo genere di frodi: sottofatturazioni degli immobili venduti agli acquirenti finali e contabilizzazioni di fatture per operazioni inesistenti (per lo più finte consulenze professionali). A ciò si sono aggiunti un acconto plurimilionario per l’acquisto di un terreno edificabile inesistente e la falsificazione, all’insaputa dei fornitori, di alcune fatture per gonfiarne gli importi.

Attualmente sono già stati eseguiti alcuni provvedimenti restrittivi e il sequestro conservativo di beni immobili e di conti bancari per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro. Contemporaneamente sono state iscritte ipoteche su 112 immobili a tutela del credito erariale e segnalata la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per le cessioni immobiliari avvenute, improvvisamente e spesso in blocco, a favore di soggetti societari di nuova costituzione.

Durante le verifiche è emerso anche il nominativo di un prestanome, già riscontrato in una precedente indagine dell’Ufficio regionale antifrode.