Goldoni e le marionette: Sior Todero Brontolon al Teatro Carignano fino all’8 novembre

Sior Todero Brontolon

Sior Todero Brontolon di Carlo Goldoni sarà in scena al Teatro Carignano di Torino fino all’8 novembre in una versione inedita che vede la presenza sul palco di numerose marionette. Di questa scelta stilistica e di molto altro ne abbiamo parlato con il regista dello spettacolo Paolo Valerio.

Sior Todero Brontolon: la spettacolo

Sior Todero Brontolon è una commedia tra le più divertenti di Carlo Goldoni. Questo testo mette in scena un protagonista cinico: un manipolatore incattivito e inacidito dalla vita che cerca di controllare oppressivamente ogni momento della vita della sua famiglia. Il protagonista sarà interpretato da Franco Branciaroli e insieme a lui in scena ci saranno Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Alessandro Albertin, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Valentina Violo, Emanuele Fortunati, Davide Falbo, Federica Di Cesare che dialogheranno con diverse marionette.

L’infanzia di Goldoni e le marionette

Questa versione di Sior Todero Brontolon ha una sua originalità: la presenza in scena delle marionette. Una scelta registica fortemente legata ai valori del suo autore, come ci ha spiegato il regista Paolo Valerio: “Goldoni è sempre stato un innamorato delle marionette perché da bambino ha avuto la fortuna di essere divertito da queste. I suoi parenti avevano costruito un teatro di marionette e giocavano con gli amici per far divertire il piccolo Carlo. Ed è proprio lì che è iniziata la grande passione di Goldoni per questo mondo, tant’è che al museo di Goldoni a Venezia ci sono alcuni teatrini originali di vari tipi di marionette”

E proprio da quella idea è nata l’iniziativa di mettere in scena una sorta di retropalco di un teatro di marionette in cui i pupazzi vengono mossi direttamente dagli attori: diventando loro stessi degli alterego degli attori, sia con il classico ponte delle marionette con i fili lunghi ma anche altre attrezzature. Questo è ovviamente un richiamo al cinema e alla figura di Don Vito Corleone: il manifesto de Il Padrino vede proprio quei fili, quegli stessi fili che sior Todoro cerca di utilizzare per controllare tutta la sua famiglia. 

Lo spettacolo, ci ha spiegato il regista, vede tutti attori che non hanno mai avuto esperienze con le marionette: “E’ abbastanza affascinante vedere quanto un attore intuisca e capisca il fascino di questi oggetti di legno che hanno un’anima. Allora partendo da queste riflessioni è abbastanza affascinante come poi gli artisti trovino un modo per dialogare con la loro propria marionetta che nasconde un’altra personalità, e che non è neppure perfettamente in sintonia con l’attore stesso: la marionetta racconta una storia parallela,un sottotesto della battuta e dell’intenzione del protagonista e dell’attore.

Il ruolo della donna

Sior Todero Brontolon è un testo che parla al nostro presente e alla nostra contemporaneità. Sicuramente Sir Todoro Brontolone è un personaggio sgradevole, antipatico, orribilmente maschilista e in questo rappresenta una parte della nostra società. Però, come racconta Valerio: “la cosa affascinante di questo testo è che la figura di Sir Todoro viene totalmente sconfitta per l’universo femminile e riesce a rimediare e risolvere i conflitti con un classico lieto fine goldoniano. Attraverso l’intelligenza dell’universo femminile si trova un modo per superare questa rigidità e questa mascolinità così immobile e così incapace di guardare oltre – e poi continua – questi grandi autori spesso hanno una capacità di  intuire l’anima dei personaggi femminili come pochi altri drammaturghi, ma in questo c’è anche la loro capacità di essere così perfettamente attuali”.