“Ho ucciso la Signorina Silvani”: intervista ad Anna Mazzamauro

Anna Mazzamauro

Anna Mazzamauro torna in scena al Teatro Gioiello di Torino mercoledi 21 gennaio con lo spettacolo “Brava, bravissima…anche meno”: una pièce esilarante che mette in scena recitazione, avanspettacolo e canto. Questa la nostra intervista.

Anna, partiamo dalle basi. Com’è nata l’idea di “Brava, bravissima…anche meno”?

Intanto con la convinzione di essere Brava Bravissima, ma con la convinzione che con l’autoironia puoi esclamare le cose più terribili del mondo. Naturalmente per dimostrare di essere bravissima bisogna recitare durante lo spettacolo e io lo farò mettendo in scena le parole che io stessa ho scritto.

La recitazione era un tuo sogno?

Certo, è un sogno che io avevo fin da bambina, quando sapevo benissimo che questa mia deformazione fisica e mentale dell’essere attrice non era il voler diventarlo: io sono nata con questa deformazione fisica e mentale non sapendo fare nient’altro. Io sono una donna assolutamente inutile se non sto sul palcoscenico.

Il teatro, ogni sera, ti permette di far rivivere questa tua natura.

Sì, certo. Infatti, la cosa meravigliosa è che nella vita io sono rincoglionita, cammino male, ho tutti i difetti possibili, invece, quando mi mettono sotto i piedi il palcoscenico, divento di nuovo la Anna che ho sempre desiderato essere. Io non mi metto sul palcoscenico e dico: “guardate quanto sono bella e brava”. No, dico: “guardate quanto riesco ad emozionarvi e ad essere emozionata io stessa” altrimenti è inutile stare sul palcoscenico. Un attore è tale soltanto se riesce a provocare emozioni e a sentirle, a sentirle profondamente.

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A questo proposito, com’è cambiato il rapporto con il tuo pubblico a teatro?

Il teatro non cambia mai quando lo fai con l’intenzione di fare teatro. Certo, adesso persino i giornalisti che fanno delle trasmissioni fanno teatro e usurpano dei nostri posti. Sarebbe come se io facessi la giornalista o la presentatrice televisiva. Ecco, quello non è teatro, è approfittare del teatro per raccontare a proprio comodo quello che succede. Il teatro è altro, il teatro è alta interpretazione delle parole di grandi come Shakespeare o Goldoni oppure l’interpretazione che tenta di essere alta di quello che scrivi tu.

E il tuo rapporto con la signorina Silvani?

La signorina Silvani è stata dominante nella mia vita: io la odio e la amo.La amo perchè mi ha dato una sorta di immortalità. La odio perché mi ha proibito di fare Medea, come tutte le attrici desiderano da quando cominciano a mettere in piedi la propria carriera: non potrò mai fare Medea perché altrimenti sarei costretta a dire a Giasone: “Giasone lei è una merdaccia schifosa”.

Quindi ucciderai in scena la Silvani?

Si, in scena la ucciderò ma bisognerà vedere lo spettacolo per scoprire come. Io racconterò anche com’è andato il provino per interpretare la Silvani: l’incontro che mi ha devastato con le comparse, il truccatore, insomma tutte cose molto divertenti che sono un angolo dello spettacolo, perché al pubblico piace capire come è nato un personaggio che ama.

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Ritornando allo spettacolo, metterai insieme tutte le tue anime da artista, compreso l’avanspettacolo….

Si, questo è uno spettacolo che ha un rapporto fondamentale col pubblico che chiamo sempre a raccolta, come se il pubblico stesse sul palcoscenico. Proprio per questo, io scenderò tra il pubblico e li massacrerò simpaticamente. Questo spettacolo è una collana che regalo al pubblico: darò la possibilità alle persone di ridere con me ed insieme a me, ma anche di pensare a qualcosa di importante.

Si parlerà anche di violenza sulle donne…

Metterò in scena una donna stuprata: questa donna parla con la Madonna, chiamandola Mariù, e poi con tenerezza le canterà la canzone “Parlami d’amore Mariù”.

Infine, sul palco non sarai da sola…

Questo spettacolo è quasi una commedia. Accanto a me ci sarà la direttrice di scena che fa la parte della suggeritrice, poi c’è Paolo Bonanni, un attore, che farà sarà l’angelo, ovvero la mia fantasia e il mio sogno di stare in palcoscenico e poi ci sarà Sasà Calabrese che ci accompegnerà musicalmente in questo viaggio.

Ritornerai a Torino.

Torino a me piace molto: è una città in cui non mi perdo mai. E di sicuro non lo farò mercoledi 21 gennaio quando inconterò il pubblico al Teatro Gioiello.