
Mancanza di infermieri in Piemonte: una delegazione della nostra regione formata da Assessorato alla Sanità, Ordine delle Professioni Infermieristiche e Università del Piemonte Orientale è in queste ore al vertice dell’Asia Centrale di Tashkent.
Infermieri in Piemonte: mancano 6000 figure
La mancanza di infermieri è un problema che accomuna tutto il mondo occidentale. Ne mancano 6000 al Piemonte e l’Organizzazione mondiale della sanità denuncia che ne mancheranno 2 milioni nel mondo. Il livello di pensionamenti e di turn-over all’interno della sanità piemontese è altissimo e le attuali facoltà, anche a pieno regime, non riescono a coprire con i nuovi laureati il numero dei pensionati. Nonostante il tema prioritario sia la revisione del sistema retributivo, il tema è strutturale ed è legato, anche, all’invecchiamento della popolazione; per essere chiari, se tutti i posti disponibili nelle facoltà universitarie piemontesi fossero coperti e tutti restassero lavorare in Piemonte, avremmo comunque più pensionamenti dei candidati disponibili.

Gli accordi con Albania e Uzbekistan
Per continuare a garantire i livelli essenziali di assistenza e il turn-over all’interno dei nostri ospedali, il Piemonte ha deciso quindi di chiudere accordi, già in essere, con la Repubblica d’Albania e di iniziare una nuova strada, già tracciata in ambito agricolo dal governo Italiano, con l’Uzbekistan.
L’obiettivo non è assumere manovalanza a basso costo ma lavorare a livello universitario per formare dal punto di vista clinico e linguistico, sotto la supervisione dell’ordine delle professioni infermieristiche, operatori interessati a lavorare nella sanità pubblica nazionale.