
Abbiamo conversato con Linda Gennari e Antonio Zavatteri, protagonisti de Il Viaggio di Victor, spettacolo in scena fino al 16 febbraio al Teatro Gobetti di Torino. Un viaggio vero e proprio in un trauma e nel rapporto tra un uomo e una donna.
La genesi dello spettacolo
Come molte cose della vita, questo spettacolo, diretto da Davide Livermore e tratto dall’omonimo testo di Nicolas Bedos, doveva avere un altro testo. Ma una problematica con l’acquisizione dei diritti ha indirizzato la produzione su questo dialogo francese. Come ci racconta Linda Gennari: “a me capitò di leggere per caso Il Viaggio di Victor, grazie alla traduttrice Monica Capuani, dove le tematiche affrontate erano molto simili a quello scelto in precedenza. Mi piacque subito e lo proposi a Livermore e alla produzione. Cosi siamo partiti”.
L’altro protagonista, Antonio Zavatteri, si è avvicinato a questa produzione in modo diverso: “Io non ero previsto in questo spettacolo, infatti l’attore che era stato designato per il ruolo, è diventato direttore di un teatro nel nord-est Italia e ha dovuto rinunciare alla parte. Quella parte che adesso interpreto io”.
Lo spettacolo, ci hanno raccontato i protagonisti, è nato anche dal confronto quotidiano tra il regista e gli attori: “è come se in qualche modo il testo fosse sbocciato e se fossero fiorite delle potenzialità che si potevano intuire nel testo – spiega Gennari – Per questo c’è stato molto lavoro sulla relazione tra i due protagonisti e ci siamo immaginati anche le dinamiche del passato dei due”. Una collaborazione che per Linda Gennari e Livermore non è nato con questa esperienza, bensi nel 2019.
Una collaborazione nuova invece per Zavatteri, il quale ha detto: “Recentemente mi ero un po’ allontanato dalla recitazione poi sono stato chiamato da Davide Livermore (al secondo rientro a teatro dopo quello al Piccolo di Milano) che mi ha proposto questa cosa pur non avendo mai lavorato insieme e mi sono trovato bene – racconta – Livermore ha un’idea estetica e di messa in scena molto forte e costruisce lo spettacolo in pochissimo tempo, per poi scavare affondo all’animo dei personaggi e del testo”.


Il Viaggio di Victor, il racconto di un dolore non risolto
Lo spettacolo da molti critici e giornalisti è stato definito un noir psicologico, una sorta di viaggio introspettivo nei due protagonisti intorno ad un dolore nascosto che pian piano si scoprirà nell’arco narrativo. Una definizione che non trova pienamente d’accordo i due attori. Infatti, Zavatteri ci ha detto: “Noir psicologico mi sembra una semplificazione. Possiamo sicuramente definirlo cosi, ma è solo una superficie, lo spettacolo è molto di più”. Della stessa idea è Linda Gennari, che spiega: “il testo è molto ricco e sono tante le cose che accadono in questa relazione. E’ un’indagine profonda sulle dinamiche dell’amore, della relazione e della conoscenza di sè – ha spiegato – ed è anche un’indagine sul funzionamento della memoria. I due personaggi fanno un percorso nella memoria e sui traumi del passato con attitudini completamente diverse”.
Il Viaggio di Victor è anche un viaggio per lo spettatore: “sarà uno spettacolo emotivo ed emozionante ma anche accattivante perchè si dovrà capire il motivo centrale che ruota intorno ai due protagonisti, dunque avremo anche una certa suspance – illustrano i due attori – inoltre ognuno del pubblico si porterà a casa qualcosa di diverso da questa esperienza di un’ora e mezza perchè i temi affrontati riguardano tutti”.
Il Viaggio di Victor sarà in scena al Teatro Gobetti di Torino fino al 16 febbraio.