“Io, figlio di immigrati, porto la mia storia a teatro”: intervista a Joe Bastianich

Joe Bastianich

Joe Bastianich sarà protagonista in una veste inedita al Teatro Colosseo di Torino sabato 15 novembre con lo spettacolo Money – Il bilancio di una vita, uno spettacolo sulla sua vita e sulle sue esperienze che fonde narrazione e musica dal vivo. Ecco la nostra intervista a Joe Bastianich.

Com’è nata l’idea di portare questo spettacolo a teatro: uno spettacolo che parte da un retro di un ristorante?

Da anni faccio televisione, scrivo libri e sono un comunicatore. E da sempre sogno di portare la mia storia a teatro: questo spettacolo un usa la narrativa della mia vita da figlio di immigranti, che nasce a New York negli anni ’60 nel mondo italoamericano. Da lì parte il processo della mia vita, i vari lavori che ho fatto, le varie esperienze che ho avuto, fino ad arrivare al ristorante che usa il concetto di soldi per esplorare altri concetti più esistenziali della vita. 

Sul palco non sarà da solo.

I camerieri e i cuochi sono attori e musicisti ed ognuno di loro rappresenta una certa parte della mia coscienza, della mia vita e delle mie emozioni. E dunque tramite la recitazione, la musica e la narrazione raccontiamo questa storia di una vita, andando a toccare anche temi universali che ogni spettatore può vivere con me. Magari anche confrontare cose che sono un po’ scomode e se siamo bravi si riderà, si piangerà e si imparerà qualcosa. 

Joe_Bastianich-3-1024x694 "Io, figlio di immigrati, porto la mia storia a teatro": intervista a Joe Bastianich

Il titolo di questo spettacolo Money – Il bilancio di una vita si riferisce ai soldi: un tema che, secondo quanto ha dichiarato in altre interviste, in Italia è ancora un tema tabù. In che senso? 

In questo spettacolo andiamo a scontrare le culture varie: questo è anche un aspetto della mia vita tra l’Italia e l’America. In Italia il soggetto dei soldi è un tabù, ovvero non si chiede mai quanto si guadagna ad una persona. In America è molto più aperto, è molto più dichiarato: c’è meno invidia e siamo contenti per il successo degli altri. In Italia è un po’ diverso, magari c’è un po’ più di invidia, è tutto un po’ più nascosto. Proprio per questo nello spettacolo trattiamo questo tema e andiamo a confrontare questo aspetto tra i due paesi.

La sua storia parte dall’America: una storia di immigrazione di una famiglia italiana nella Grande Mela. Secondo lei c’è ancora una vaga assomiglianza tra l’America della sua infanzia e quella di oggi?

Se parliamo di New York, questa città è diventata un altro posto rispetto al passato. Questo è un peccato perché New York, nell’America dei miei anni ’70-’80 era un posto di opportunità, un misto di culture: eravamo tutti immigrati. Durante la mia infanzia, tra i miei amici di bambini nei quartieri di New York, c’erano greci, irlandesi, ebrei, russi e vivevano tutti insieme in questo misto di culture che era molto bello. Poi New York era un’altra città, era molto più approcciabile, c’erano artisti, musica, arte: adesso è diventata un’altra cosa.

Joe_Bastianich-4-1024x694 "Io, figlio di immigrati, porto la mia storia a teatro": intervista a Joe Bastianich

Com’è cambiato il suo rapporto con New York?

Io sempre amo la città di New York, ma non sono sempre d’accordo con la politica di oggi. Mi ritengo fortunato perché oggi vivo più in Italia che in America. Però sarò sempre americano e amo l’America e io spero sempre che potremo tornare a vivere quell’America della mia infanzia. Rimango sempre molto ottimista.

Lei in Italia è diventato conosciuto tramite i programmi televisivi, uno di questi è Masterchef. Una mia curiosità su questo format di grande successo: nei giudizi che davate ai concorrenti, c’era più verità o più spettacolo? 

Sicuramente la verità c’è sempre in tutto. Io sono anche molto americano in quello che faccio, non ho tanti filtri. Ovviamente in televisione si giudica il cibo e siamo lì anche per creare intrattenimento. A teatro è molto diverso perché siamo in scena con un pubblico vivo e quindi mi metto a nudo in maniera molto trasparente. Sicuramente vado ad affrontare anche cose molto personali, molto emotive: dunque quella che si vedrà in teatro è la vera persona.

Joe_Bastianich-1-1024x694 "Io, figlio di immigrati, porto la mia storia a teatro": intervista a Joe Bastianich

Rimanendo sempre nell’ambito della ristorazione, lei quando va a cena o pranzo che genere di ristorante ricerca?Preferisce uno stellato o una trattoria?

Tre giorni fa sono stato accolto in Piemonte sempre con il massimo di accoglienza. Nelle Langhe, io vado spessissimo a mangiare sia nei ristoranti semplici che in quelli più raffinati: c’è sempre una magia nel mangiare e nel bere quei vini e quel cibo ed è forse una delle mie cose preferite nel mondo. Può essere semplicemente anche un’umilissima trattoria a mangiare una battuta di carne con un Nebbiolo fino ad andare da un stellato per una tartufata con il Barolo degli anni ’70-’80: è proprio la magia delle Langhe una cosa che non si batte in tutto il mondo.

Joe_Bastianich-2-1024x694 "Io, figlio di immigrati, porto la mia storia a teatro": intervista a Joe Bastianich

Per chiudere, ritornando allo spettacolo, perché invita il pubblico a seguirla al Teatro Colosseo per lo spettacolo Money – Il bilancio di una vita?

Perché porto una versione di me che è totalmente autentica: è la mia storia che però è anche una storia universale e, se siamo bravi, si riderà, si piangerà e si rifletterà perché condividiamo tutti un po’ le stesse difficoltà. Tireremo fuori molti argomenti che tutti possono condividere con me: per una sera quel teatro sarà un ambiente in cui condivideremo tante emozioni.