
La tappa fondamentale per la rincorsa allo Scudetto è Roma. La Juventus, infatti, non può assolutamente permettersi passi falsi in casa di una Lazio in piena crisi. Anche Max Allegri conosce l’importanza di una gara che rappresenta un autentico crocevia per le ambizioni bianconere. E il vantaggio è quello di poter sfruttare la maggior parte dei titolari a scapito della Champions League. Anche perchè il match contro il Siviglia di martedì avrà il solo significato di definire chi, fra la Juve e il Manchester City, volerà agli ottavi da prima del girone. Allegri, alla vigilia della sfida dell’Olimpico, ha analizzato il percorso che si appresta ad affrontare la squadra: “L’errore che possiamo fare in questo periodo è guardare avanti, vivere i risultati nostri in relazione con quelli degli altri. In questo momento siamo come un ciclista che si esprime a cronometro: non siamo in un gruppo, dobbiamo procedere sulla nostra strada partendo da alcuni dati assodati. La quota scudetto è a 80 punti, da 72 si finisce al secondo o terzo posto: su questo dobbiamo concentrarci. La squadra, contro il Palermo ha giocato una partita di personalità, stiamo crescendo ma al momento non abbiamo ancora fatto nulla: non voglio rischiare cali di tensione. Domani troveremo un ambiente difficile, con una squadra forte che cercherà di batterci in tutti i modi per uscire dal periodo di crisi di risultati, non di gioco, espresso negli ultimi turni”.
Morata e Cuadrado continuano ad essere nel mirino della critica, ma Allegri fornisce le sue spiegazioni: “Morata è un giocatore straordinario, sta cercando di acquisire la condizione fisica e mentale ma deve star tranquillo. Smentisco che contro il Manchester City io lo abbia rimproverato: aveva sbagliato due occasioni da gol, l’ho rasserenato visto che mancava ancora una fetta di partita e da lui pretendo molto. Cuadrado ha giocato bene a Palermo, non so se domani sarà in campo dal primo minuto o se partirà dalla panchina. In ogni caso pretendo che chi entra dalla panchina sia determinante, come successo a Evra con il Manchester City o a Zaza con il Palermo. Mi arrabbio quando i giocatori non riescono ad incidere perché evidentemente entrano in campo con la testa sbagliata”.
