La Basilica di Superga: il simbolo di Torino a 600 metri di altezza


Chiunque sia stato a Torino sa bene che una delle tappe da effettuare è proprio sul colle Superga, luogo in cui sorge la meravigliosa Basilica con una storia colma di vicende interessanti. Venne fatta costruire da Vittorio Amedeo II dopo aver sconfitto i francesi come monumento celebrativo in onore a Maria Vergine e l’origine del nome sembra derivare da una donna di nome Saroperga, proprietaria dei Boschi del colle; altre supposizioni sembrano legare il nome al termine germanico Serrapergia.

Il Progetto della Basilica di Superga risale al 1715 ed è firmato Filippo Juvarra, architetto messinese ricordato per essere uno degli esponenti principali del Barocco: nel settembre del 1706 Vittorio Amedeo II e Eugenio di Savoia, principe di Carignano, salirono sul colle per osservare Torino assediata dai franco-spagnoli e in quel momento Vittorio Amedeo II si decise che in caso di vittoria li sarebbe sorto un monumento in onore alla Madonna.

Divenuto Re affidò la progettazione della Basilica di Superga all’architetto siciliano Filippo Juvarra e il primo novembre del 1731 venne inaugurata la Basilica di Superga in presenza del re Carlo Emanuele III di Savoia.

Superga è anche conosciuta in tutta Italia per la tragedia del 4 maggio 1949 quando un aereo con a bordo la squadra del Torino si schiantò contro il muraglione della Basilica di Superga provocando 31 vittime. I resti dell’aereo sono conservati nel Museo del Grande Torino e della leggenda granata a Grugliasco: il museo venne inaugurato il 4 maggio del 2008 durante il 59° anniversario della tragedia e ogni anno il 4 maggio Torino ricorda questo tragico evento.

I tifosi e non del Torino si recano a piedi nella Basilica di Superga per assistere alla messa celebrativa e commemorare le vittime.

Nel giugno del 2021, inoltre, la Basilica ha rischiato la chiusura per via di una disputa sul Demanio:l’Ordine dei Servi di Maria, che fino a quel momento ha tenuto la reggenza dell’edificio, ha lasciato scoperta la funzione liturgica ma una clausola sulla concessione demaniale impone che la chiesa sia occupata da un ordine religioso oltre a una azienda terza che ne gestisca il polo museale.

Un Mancato accordo avrebbe portato la chiusura a tempo indeterminato, ma la Diocesi scese subito in piazza per evitare lo scenario peggiore trovando un accordo col Serming.

L’accordo che ha scongiurato la chiusura prevede che la liturgia religiosa passi sotto la gestione della Diocesi, mentre l’occupazione e la gestione al Sermig.