Arquata Scrivia, la Buzzi Unicem chiude la sede ma l’azienda rassicura: nessun licenziamento fino a marzo


La Buzzi S.p.A., attuale proprietaria della Arquata Cementi srl (ex Cementir), ha comunicato ufficialmente l’intenzione di chiudere lo stabilimento di Arquata Scrivia.

L’attività, secondo gli accordi del 2017, avrebbe dovuto continuare almeno fino al 2024, in concomitanza con la fine dei lavori del Terzo valico dei Giovi. Sono venti i lavoratori che rischiano di finire a spasso. L’azienda conferma che non ci saranno licenziamenti fino al 31 marzo, in base alla legge, e sarà utilizzata la cassa integrazione Covid-19.

La fabbrica in pochi anni ha cambiato tre volte proprietà: nel 2018 era stata ceduta dal gruppo Caltagirone alla Italcementi-Heidelberg, già proprietaria del cementificio a Novi Ligure. Nel 2019 l’impianto di Arquata era diventato della Buzzi Unicem con il centro di macinazione di Borgo San Dalmazzo (Cuneo) e di una cementeria a Firenze.

L’azienda scrive: ”Nonostante gli annunci di significativi investimenti e stimoli pubblici destinati alle grandi opere infrastrutturali e all’edilizia, si rileva comunque un mancato miglioramento dei volumi di vendita, anche in seguito all’emergenza Covid-19. Il mercato nazionale è passato da 47 milioni di tonnellate di produzione nel 2006 a 19 nel 2019, con una chiusura del 2020 di circa 17 milioni di tonnellate”.