Piccolina carina timidina. Per chi come noi non l’aveva mai vista dal vivo, Tania Cagnotto sfata subito ogni immagine di grandezza nel corpo, che nell’immaginario individuale spesso è indotta dal senso di grandezza dello spirito (in questo caso sportivo). Ma è una modestia che lascia subito il passo alla consapevolezza dei propri mezzi, ben tradotta in frasi che significano ciò che giudici e critici pensano di lei, senza mai trasmigrare nella spocchia ben che minima.
“Io non seguo mai ciò fanno le mie avversarie. Se mi tuffo bene, sono tranquilla; altrimenti può vincere chiunque”. Tradotto: io sono la più forte, e posso soltanto sconfiggermi da sola. Né più né meno di ciò che tutti qui pensano di lei; ma – se ci si pensa – affermazione di tutt’altro che poco peso, quando riferita a se stessi. Eppure, ottimo abito di parole cucito su un corpicino che sgattaiola all’interno della piscina monumentale come un qualsiasi passante, lasciandosi fermare da – e fotografare con – l’immancabile volontario di turno. Il tutto all’interno di una piscina Monumentale che da tre giorni non fa che sussurrare, spifferare, domandare di lei: chiedendo quando arriverà, volendo sapere come sta, indovinando che cosa dirà. Il tutto senza mai o quasi nominarla per intero. Del resto, fino a prova contraria qui dentro si parla soltanto di lei.
Una lei che, quando finalmente arriva e debutta, lo fa con un tuffo che incassa cinque “nove” e un “otto e mezzo” dai sei giudici; che mette in fila tutte le avversarie come tante cenerentole che per tre giorni abbiano anelato a un trono non loro, prima di trasformarsi in atletiche zucche. Che dovranno fare i conti con lei anche domani e domenica, proprio nella misura – i tre metri – che la principessina predilige.
Pane e tuffi da sempre, conditi da umiltà annaffiata da piena consapevolezza dei propri enormi mezzi. Decisamente, una ricetta da esportare; possibilmente senza perdere quell’adorabile tono di voce che, tanto per tenere più lontana la principessa da ogni spocchiosa gloria, le dona un impatto mediatico soffice soffice, ideale per una deliziosa fatina dei tuffi.
Roberto Codebò