
Abbiamo conversato con Carmine Festa, direttore di Corriere (della Sera) Torino. Un’intervista in cui abbiamo parlato della città, dell’iniziativa Molinette Incontra ma anche dei quasi 10 anni di Corriere Torino.
Carmine, Il Corriere sarà media partner di Molinette Incontra. Perché avete deciso di affiancare, in qualità di media partner, un’iniziativa come questa?
Non c’è niente di più attuale che occuparsi di sanità. È una delle preoccupazioni principali dei cittadini del Piemonte e, in generale, di tutto il paese perché, come dimostrano gli ultimi dati, la sanità — e mi riferisco in particolare a quella pubblica — è in forte affanno per l’erogazione delle prestazioni e per la reperibilità, intesa come assunzione, di medici e paramedici.
Un sistema in affanno e sempre più in difficoltà.
Il sistema mostra il fianco e, quando leggi ogni giorno sui giornali di persone che hanno bisogno di cure rinviate a uno o due anni dopo, ti rendi conto che la sanità deve essere ancora più centrale nel dibattito politico. Al di là del dibattito, deve essere centrale nella ricerca e nella pratica delle soluzioni, perché rappresenta il punto di sofferenza più grande. Mi rendo conto che la sanità occupa oltre il 90% del bilancio della Regione Piemonte, un carro gigantesco, ma questo non deve essere un alibi. Al contrario, deve quasi costringere il decisore politico ad occuparsene prioritariamente perché, se manca la salute, manca tutto.
In questo senso, la formula di “Molinette Incontra” può aiutare a riavvicinare i pazienti e le persone alla sanità?
Innanzitutto se ne parla, e questo è già un grandissimo punto a favore dell’iniziativa. Parlarne sempre non è mai un esercizio inutile. Il pubblico che interverrà potrà farsi un’idea più precisa di quello che sta accadendo attraverso il racconto degli operatori che sono “in trincea”, in prima linea. Credo che parlarne sia un’occasione ottima e straordinaria perché tenere la sanità al centro del dibattito politico e sociale, immaginando di dover dare risposte ai cittadini, è la cosa più importante da fare.
Un’ultima domanda su Corriere Torino: il quotidiano sta diventando sempre più centrale nella città. Quella che era una scommessa partita qualche anno fa si può ritenere adesso un successo?
Ti ringrazio per il complimento. Il giornale è assolutamente centrale nel dibattito cittadino, nella proposizione delle notizie, ma anche delle opinioni e dei commenti. Non sono d’accordo però sul fatto che il successo sia ormai consolidato: non bisogna mai sedersi sugli allori. Siamo “in trincea” ogni giorno per provare a fare il miglior giornale e il miglior sito web possibile; ogni giorno per noi è il primo giorno. Siamo in edicola a Torino e in Piemonte dal 24 novembre del 2017, quindi siamo prossimi al decennale del Corriere Torino.
Un ottimo “quasi” decennale
È un gran bel traguardo, considerato anche il periodo particolarmente difficoltoso e complesso che l’editoria sta vivendo. Ci siamo guadagnati con fatica e sudore un posto nel panorama dell’informazione locale, ma questo non deve essere solo una medaglia da appuntarsi sul petto: dobbiamo stare attenti a puntellarla ogni giorno.
Foto Copertina: Prima Online