Lavoro e sanità al centro dell’inaugurazione dell’Anno Accademico del’Università di Torino

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foto1-300x224 Lavoro e sanità al centro dell'inaugurazione dell'Anno Accademico del'Università di Torino“L’università, come l’abbiamo conosciuta da varie generazioni, tra poco non esisterà più e sarà sostituita da un altro modello di sistema”. Inizia così il suo discorso inaugurale del nuovo Anno Accademico dell’Università di Torino, il Rettore professor Ezio Pelizzetti, a sette mesi dalla fine del suo secondo mandato. I l suo discorso si è potuto ascoltare per metà a causa di un black out dell’impianto elettrico. Alla cerimonia di questa mattina al Conservatorio di Torino hanno partecipato i ministri Balduzzi e Fornero, non Produmo impegnato in un evento nlla città dell’Aquila. Durante la cerimonia, viva e presente è stata la protesta degi studenti, fuori nelle strade e anche nella sala dove alcuni manifestanti hanno sollevato cartelli di protesta contro i tagli all’istruzione e alle borse di studio e la prossima riforma del lavoro. A questo proposito Fornero prende alcuni passaggi del discorso del presidente del Senato studenti, Nicola Malanga, che ha parlato prima di lei e che si è rivolto direttamente al ministro del Lavoro citando le migliaia di contratti atipici con i quali sopravvive l’Università, e gli oltre 1400 precari che al momento vedono il loro posto di lavoro a rischio nell’ateneo. “E’ inutile che questo governo illuda le persone del fatto che si possa ancora aspettare. Aspettare non serve a niente – ha risposto Fornero – né serve continuare ad estendere tutele che il nostro sistema non è più in grado di supportare. Sono cambiamenti a livello planetario che non si possono più ignorare”.
Sul dibattito legato al valore legale del titolo di studio, definito da Pelizzetti “un falso problema”, commenta: “Per un verso si tende a chiudere gli acessi in ragione di una mancanza di risorse spesso frutto di politiche miopio sbagliate, e per l’altro si rischia di facilitare enormemente il conseguimento dei titoli attraverso un progressivo abbassamento di livello della preparazione”.
E sui tagli non fa giri di parole: “Non è accettabile che l’Italia destini alla ricerca e all’università meno risorse di tutti gli altri Stati europei”. Gran parte delle azioni future dell’ateneo torinese riguarderanno l’edilizia. La novità maggiore: in autunno sarà inaugurato il campus Einaudi in Lungodora che ospiterà le facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche. Nel 2012 inizieranno i lavori per costruire la nuova aula magna alla Cavallerizza e per ampliare il polo di Grugliasco.
Di edilizia e riorganizzazione parla anche il direttore amministrativo Loredana Segreto, la quale anticipa anche che “non esisteranno più né il direttore amministrativo né i presidi di facoltà”. Rivoluzione vera, dunque, in arrivo per la seconda “azienda” per volumi di affari e risorse umane del Piemonte. I numeri parlano chiaro: 70 mila studenti, oltre 4 mila dipendenti e un bilancio complessivo di oltre 800 milioni di euro.
Vista la presenza del ministro della Sanità Renato Balduzzi, grande rilievo nei discorsi ufficiali è stato dato al tema delle strutture formative sanitarie regionali. Due sono i nodi da sciogliere: la Città della Salute di Torino, per cui il ministro ha affermato che “Roma attende la relazione e che nella discussione parte attiva sarà della Regione”. L’altro nodo scoperto è l’istituto di Candiolo per cui Balduzzi ha dichiarato che “entro la primavera sarà affrontata la questione”. Rilevante se si considera, come sottolinea Pelizzetti che in Piemonte “sono attualmente inesistenti istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, mentre in regioni come la Lombardia ce ne sono bern 18”.