

Scioperi e “lotta dura”, e non soltanto nello stabilimento direttamente interessato. Aspra la reazione dei sindacati contro la notizia della chiusura dello stabilimento Michelin di Fossano che, secondo quanto annunciato dalla multinazionale francese, avrà luogo entro il 2016. Una protesta scatenata non soltanto dalla notizia in sé – a rischio ben 578 posti di lavoro – ma anche dal modo nel quale la notizia stessa è stata resa nota. Indiscrezioni una dopo l’altra su Internet, fino al repentino annuncio ufficiale. Inaccettabile – si alza il coro dei sindacalisti – il fatto che una decisione del genere sia stata presa al di fuori di ogni dialettica preliminare con le rappresentanze dei lavoratori. Da parte sua, l’azienda ha motivato la chiusura con il drammatico calo dei volumi, pari al 45% dal 2009 a questa parte, anche a causa dell’impossibilità di reggere la concorrenza di terzi su determinati componenti chiave. Il sindaco di Fossano, Davide Sordella, ha commentato: “E’ il mio giorno più brutto da quando sono primo cittadino”. In programma per oggi una manifestazione davanti ai cancelli della fabbrica con la partecipazione del segretario nazionale FIOM Maurizio Landini.