Mille in piazza a Torino per consigliere Musy

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manifestazione23set12b-150x150 Mille in piazza a Torino per consigliere MusyTantissime persone si sono ritrovate questo pomeriggio in piazza Castello, rispondendo all’appello lanciato dal Consiglio comunale di Torino per chiedere verità e giustizia per il consigliere del Comune di Torino, avv. Alberto Musy, ferito da diversi colpi di arma da fuoco il 21 marzo 2012 da un assalitore la cui identità è ancora oggi sconosciuta. Sono scesi in piazza i rappresentanti di Comune di Torino , Provincia di Torino , Regione Piemonte e di tanti partiti, gruppi, movimenti, università, associazioni e realtà professionali e imprenditoriali. Per l’UDC, partito tra le cui fila è stato eletto Alberto Musy, era presente anche il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Ha aperto la manifestazione il presidente Ferraris, che ha letto il messaggio inviato dal presidente della Camera dei Deputati on. Gianfranco Fini: “Desidero esprimere al consigliere comunale Alberto Musy, alla sua famiglia e al Consiglio comunale di Torino i sentimenti della mia più sincera vicinanza e solidarietà. Alberto Musy, come avvocato, professore universitario ed esponente politico, gode di larga stima e considerazione, e costituisce un esempio di cittadino probo e integerrimo, al servizio della comunità. Formulando i più fervidi auguri per la sua salute, auspico insieme a voi che chi ha posto in essere questo efferato crimine sia al più presto individuato e assicurato alla giustizia”. Ha concluso gli interventi il sindaco Fassino: “Ogni lunedì in Consiglio comunale, guardando il suo scranno vuoto, non possiamo fare a meno di pensare a quanto questa vicenda appaia tragica e assurda. Abbiamo il dovere di testimoniare il nostro impegno affinché si arrivi finalmente a individuare il responsabile di quello che è accaduto e si capisca almeno la ragione, ammesso che ce ne sia una. Questa città ha conosciuto in anni lontani la tragedia degli attentati, dei soprusi, degli atti di violenza, ma ha saputo debellare quel tempo oscuro con una grande mobilitazione della coscienza civica e civile della città. Anche oggi non dobbiamo rassegnarci a non conoscere la verità”.