E’ morto a Rio de Janeiro a 104 anni l’architetto Oscar Niemeyer, conosciuto come il padre di Brasilia, la capitale del Brasile inaugurata nel 1960. Il decesso è avvenuto nell’ospedale Samaritano di Rio dove era ricoverato dal 2 novembre. Tra gli edifici più famosi realizzati da Niemeyer a Brasilia il Palazzo dell’Alvorada e quello del Planalto, sedi del presidente della Repubblica, le cupole del Congresso, il palazzo di Itamaraty e la cattedrale, considerata il suo capolavoro.
Anche nel Torinese c’è un’opera di Niemeyer: la sede delle Cartiere Burgo di San Mauro. Le cartiere, in principio, furono commissionate a Metterle ma poi furono affidate dalla Mondatori Engeneering a Niemeyer nel 1978.
L’edificio prevedeva una pianta di tipo anulare sviluppata su due piani. Il progetto in realtà si articola su tre piani, il primo dei quali è un seminterrato, gli altri due, invece, sono rispettivamente destinati ai servizi, agli uffici generali e alla dirigenza.
Lo stabilimento, che copre una superficie di circa 6000 mq, è costituito dunque da una specie di disco collegato al tamburo centrale della hall da quattro percorsi radiali che attraversano uno spazio intermedio aperto, sistemato a giardino pensile anulare, che s’interrompe fra la hall centrale e gli uffici.
La hall è caratterizzata da un giro di pareti forato da finestre ovali con vetrate che si affacciano sul giardino.
Al piano superiore dell’edificio si appoggia un cono tronco ritagliato sulla parete da archi tricentrici dai quali si affacciano gli uffici della direzione.
Il piano sotterraneo è occupato dalle centrale tecnologica, dalla sala assembleare e dalla mensa. L’edificio, armonicamente inserito nel terreno lievemente ondulato, si specchia nel laghetto adiacente che assolve a funzioni pratiche di raffreddamento degli impianti e riflette il volume bianco e leggero della costruzione.
La sua realizzazione ha richiesto vari metri quadri di speciali vetrate thermopane che per le loro dimensioni si rivelarono al limite delle possibilità tecnologiche di quegli anni.
Durante la sua costruzione si sono dovuti affrontare vari problemi in campo tecnologico, a cominciare da quello sul controllo dei consumi energetici con l’uso di tecniche avanzate per il recupero e il riciclo di calore e l’adozione di impianti di illuminazione a intensità variabile.
Molta cura è stata posta poi per garantire livelli ottimali di isolamento termico e acustico per assicurare il massimo del benessere ai singoli posti di lavoro. Il problema della sicurezza è stato invece risolto potenziando i normali impianti di rilevazione di fumi e di spegnimento automatico a halon per le zone a maggiore rischio.
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