
Di questi tempi la tendenza a una pressione fiscale asfissiante è evidente, e ora ne pagheranno le conseguenze anche i fumatori di sigarette elettroniche. Un fenomeno, quello del fumo elettronico, che il governo ha deciso di tassare, scatenando varie reazioni di dissenso. A schierarsi contro questa decisione è innanzitutto l’ Anafe, l’associazione nazionale fumo elettronico, che ha indetto una manifestazione di protesta davanti alla camera dei Deputati per il 9 Luglio. Le ragioni fatte valere dall’Anafe sono di natura economica e sociale: secondo le principali aziende produttrici, questa tassa andrebbe a depotenziare un mercato in netta crescita e a parificare tali prodotti alle comuni sigarette, scoraggiando potenziali ex fumatori e incidendo negativamente in futuro sulle spese sostenute dalla sanità pubblica. Un intervento di politica economica che sembrerebbe dunque poco lungimirante sotto tutti i punti di vista e che appare diretto a colpire una minoranza, quella dei fumatori di sigaretta elettronica, in un tempo in cui la maggioranza chiede a gran voce la diminuzione dell’imposizione fiscale.
La nuova tassa è stata così commentata da Filippo Riccio, Ad di Smooke: “Assurda e ingiusta. Per questo il 9 Luglio scenderemo in piazza a Montecitorio. La proposta del Governo punta a penalizzare pesantemente un settore del mercato italiano che negli ultimi due anni ha rappresentato una boccata di ossigeno per l’economia e per l’occupazione nazionale. E’ una misura priva di logica. ” Riccio aderisce dunque alla manifestazione indetta dall’Anafe per il 9 luglio e continua: “Siamo sempre stati d’accordo sulla necessità di regolamentare questo settore in profonda crescita, soprattutto per garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità. Ma, in questo caso, la decisione dello Stato rappresenta solamente un provvedimento per ottenere entrate facili e in tempi brevi.” L’azienda torinese invita poi il Governo a riflettere sul lungo periodo e non solo in termini monetari. “Una tassazione così consistente sul settore del fumo elettronico causerà velocemente il tracollo di un settore economico nazionale in pieno sviluppo, con una ricaduta disastrosa sui posti di lavoro e sull’occupazione giovanile. Significa portare alla disoccupazione persone che hanno investito su nuove attività per affrontare la crisi e la mancanza di lavoro. Non sarebbe meglio puntare sullo sviluppo del Paese con misure che aiutino le imprese a superare la crisi, piuttosto che congelare in questo modo le aziende in crescita?”
Parteciperà alla manifestazione anche un’altra azienda torinese, la Puff, leader europea nella produzione di sigarette elettroniche e liquidi di ricarica, presente in sei paesi. “Aderiamo alla manifestazione per chiedere a gran voce una normativa seria ed equilibrata a tutela del comparto, che tenga conto degli interessi di tutti i soggetti coinvolti “, dichiara l’Ad di Puff Umberto Roccatti. “ La nuova tassazione, equiparando le sigarette tradizionali ai vaporizzatori personali, è assolutamente iniqua e spropositata. Come dimostrato da recenti studi effettuati da esperti come i professori Umberto Veronesi, Umberto Tirelli e Riccardo Polosa, le sigarette elettroniche hanno una tossicità trascurabile e sono da considerarsi un efficace strumento per limitare i danni provocati dal fumo”.
