La Torino di domani nel nuovo Piano Regolatore


Dopo un’attesa lunga trent’anni, Torino ridisegna i propri confini e la propria identità. La Giunta comunale ha dato il via libera al progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale (PRG), lo strumento urbanistico che sostituirà quello storico firmato da Cagnardi e Gregotti nel 1995. Un passaggio cruciale che proietta il capoluogo piemontese verso il 2050, con l’obiettivo di trasformarlo in una metropoli europea moderna, sostenibile e interconnessa.

Il documento passerà ora al vaglio delle commissioni consiliari. Il calendario prevede l’approdo in Consiglio Comunale per il voto definitivo entro febbraio 2025. Una volta adottato, si aprirà la fase delle osservazioni dei cittadini e dei portatori di interesse, seguita dalla conferenza di copianificazione con gli enti sovraordinati per l’approvazione finale.

Una città “in 15 minuti” e su due livelli

Il nuovo PRG si distacca dalla rigidità del passato adottando una struttura flessibile su due binari:

  1. Livello Strategico: definisce la visione e le linee guida generali della città.
  2. Livello Conformativo: stabilisce le regole tecniche per ogni singolo intervento.

Al centro della strategia c’è la rigenerazione urbana: stop al consumo di suolo vergine, priorità al recupero delle aree dismesse e potenziamento dei servizi di prossimità. Torino viene infatti letta come un insieme di 34 quartieri, ciascuno considerato un’unità di vita quotidiana dove scuole, mercati e biblioteche devono essere facilmente accessibili.

Il Sindaco Lo Russo: “Innovazione, ambiente e connessioni”

“È la mappa della nostra idea di futuro” ha commentato il sindaco Stefano Lo Russo. Il primo cittadino ha sottolineato come la trasformazione ruoti attorno a infrastrutture chiave come la Linea 2 della metropolitana, il sistema ferroviario metropolitano e le nuove reti digitali. “Torino consolida il suo ruolo di città universitaria e di ricerca, senza dimenticare la vocazione manifatturiera che evolve verso l’alta tecnologia e la sostenibilità”.

Un ruolo centrale è affidato anche a cultura e turismo, visti non solo come svago ma come vere infrastrutture capaci di generare valore economico.

Le 8 “Figure di Ricomposizione”: dove cambierà la città

Il Piano individua otto macro-aree strategiche, definite “Figure di Ricomposizione Urbana”, che avranno il compito di ricucire il tessuto cittadino:

  • Porta Nord: il nuovo hub intermodale di Rebaudengo.
  • Dora Verde: un polmone ecologico lungo il fiume che ospiterà il nuovo ospedale Torino Nord.
  • Arena Ruffini: polo dello sport e del tempo libero.
  • Centro Innovazione: l’asse tra Porta Susa, OGR e Politecnico.
  • Forum Civico: la trasformazione dell’area sud, dal Lingotto al futuro Parco della Salute.
  • Nuove Economie: il rilancio di Mirafiori tra innovazione e servizi.
  • Spazio Futuro: il distretto dell’aerospazio su corso Marche.
  • Settimo Asse: lo sviluppo logistico e produttivo verso Settimo Torinese.

Un Piano giovane per una sfida europea

L’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni ha rivendicato con orgoglio il lavoro tecnico dietro al documento: un team di circa 70 professionisti con un’età media di 37 anni. “Abbiamo rispettato l’obiettivo di approvare il preliminare entro fine 2025. Torino vuole competere con le grandi capitali europee puntando sulla qualità della vita e sulla resilienza climatica”.