
È arrivata la condanna all’ergastolo per Rocco Schirripa, l’ex panettiere accusato dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia. Al termine del processo (riniziato per un vizio formale) la Corte d’Assise di Milano lo ha definito esecutore materiale dell’assassinio, avvenuto in via Sommacampagna a Torino la sera del 26 giugno nel 1983. Schirripa, 64 anni, era stato arrestato nel 2015, a più di 30 anni dall’omicidio.
Era stato già condannato in via definitiva come mandante Domenico Belfiore, ex boss della ‘ndrangheta. Rocco Schirripa però si ritiene un “capro espiatorio, la persona perfetta per questa accusa: un calabrese con precedenti con la giustizia. Un terrone”. La famiglia ritiene ci siano ancora delle ombre sulla vicenda. Rimane infatti ancora aperta un’inchiesta a carico di Francesco D’Onofrio, ex militante di Prima Linea. Considerato vicino alla ‘ndrangheta, è indagato a piede libero come possibile altro esecutore materiale dell’omicidio, in base alle dichiarazioni di un pentito.