Palazzo Carignano, bellezza barocca e segreti a Torino


Palazzo Carignano, situato in pieno centro storico a Torino, fu progettato dal celebre architetto modenese Guarino Guarini per volere di Emanuele Filiberto Il Muto. I lavori di costruzione del palazzo iniziarono nel 1679 e terminarono nel 1685. Dieci anni più tardi l’edificio divenne la dimora ufficiale dei Principi di Carignano, ramo cadetto di casa Savoia: nel 1831 ospitò il Consiglio di Stato e nel 1848 divenne la sede della Camera dei deputati del Parlamento Subalpino.

Palazzo Carignano fa parte delle residenze sabaude patrimonio dell’Unesco insieme al Palazzo Reale e a Palazzo Madama: dal punto di vista architettonico, Palazzo Carignano è uno degli esempi più belli di Barocco italiano tanto che alcuni studiosi ritengono che Guarino Guarini si sia ispirato ai progetti del Bernini per il Palazzo del Louvre.

Oggi Palazzo Carignano è sede del Museo del Risorgimento di Torino, all’interno del quale è possibile ammirare numerosi reperti che aiutano a ripercorrere un importante pezzo della nostra storia. In questo museo è possibile vedere inoltre, la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino, monumento nazionale dal 1898 ed unico esempio originale in tutto il mondo delle aule parlamentari istituite dopo le rivoluzioni del 1848.

Palazzo Carignano, inoltre, nasconde due segreti poco conosciuti: il primo, il più antico ma poco conosciuto, sono i particolari fregi che adornano le finestre del piano nobile. La somiglianza con il copricapo di piume di un Indiano d’America ricordano la vittoria riportata dal reggimento dei Carignano a fianco dei Francesi nel 1667, contro gli Indiani Irochesi nel Canada. 

Per quanto riguarda il secondo “segreto”, invece, facciamo riferimento a dei problemi strutturali in quanto il palazzo a metà degli anni 80 fu oggetto di vasti lavori di restauro edilizio. I lavori furono progettati e diretti dall’architetto torinese Andrea Bruno, progettista di fama mondiale, specializzato nel restauro architettonico di edifici storici e di musei. La ristrutturazione esigeva la creazione di nuovi locali per i servizi tecnici, per cui si decise di scavare fino alla profondità di 11 metri nel grande cortile. Si ricavarono così due piani interrati: il più profondo è utilizzato per i servizi tecnici e al di sopra fu ricavato un grande salone sotterraneo, allora pensato come salone polivalente  a servizio del Museo del Risorgimento e degli organismi culturali circostanti. Attualmente l’aula sotterranea è vuota e non è mai stata terminata, sembra principalmente  per motivi economici.