

Chiusa in Piemonte l’operazione “case fantasma” da parte dell’ Agenzia delle Entrate: più di 89 mila gli immobili sconosciuti al Catasto per una rendita complessiva di oltre 71 milioni di euro. In particolare, oltre 58 milioni di euro sono le rendite definitive, cioè attribuite dopo che gli interessati hanno provveduto spontaneamente a presentare gli atti di aggiornamento del Catasto, mentre raggiungono il valore di più di 13 milioni di euro quelle presunte, cioè attribuite d’ufficio, perché gli immobili non erano stati accatastati volontariamente dai contribuenti alla data del 30 novembre 2012, giorno in cui si è chiusa l’attività di accertamento sui fabbricati non dichiarati.
La città dove sono stati accatastati, in via definitiva, più immobili è Cuneo, seguita da Torino, Alessandria, Novara, Asti, Vercelli, Biella e il Vco. In tutto il Piemonte restano, inoltre, 20.610 unità immobiliari con rendita catastale presunta per oltre 13 milioni e 300 mila euro.
Secondo il Dipartimento delle Finanze, a livello nazionale l’intera operazione “case fantasma” è suscettibile di generare, nel caso in cui le rendite presunte fossero confermate, un maggior gettito complessivo quantificabile dal Dipartimento delle Finanze in circa 589 milioni di euro, di cui circa 444 milioni di euro ai fini Imu, circa 137 milioni di euro ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e “cedolare secca”) e circa 7,5 milioni di euro ai fini dell’imposta di registro sui canoni di locazione.