Piemonte: aggiornamento piano pandemico. Pronti per le vaccinazioni, aumento delle terapie intensive per evitare terza ondata


Il presidente della Regione Alberto Cirio ha confermato che entro la fine dell’anno sarà approvato in Giunta l’aggiornamento del Piano pandemico, con particolare riferimento al potenziamento delle terapie intensive e alla vaccinazione Covid.

Ecco le principali azioni del Piano pandemico suddivise per fase di rischio: attivazione delle risorse aggiuntive, sorveglianza epidemiologica e virologica, misure di prevenzione e controllo dell’infezione, organizzazione delle attività per la gestione dei pazienti a livello domiciliare, territoriale e ospedaliero e poi sviluppo del sistema di comunicazione e di formazione, monitoraggio dell’attuazione delle azioni pianificate per fase di rischio.

Le indicazioni vengono attuate dalle aziende sanitarie locali sotto il coordinamento e la supervisione del Dipartimento interaziendale funzionale a valenza regionale Malattie ed emergenze infettive (Dirmei).
La rete dei servizi sanitari interessata comprende 12 Asl con 37 ospedali a gestione diretta e 2 ex Sperimentazioni gestionali, 33 distretti, 12 Dipartimenti di prevenzione, 3 aziende ospedaliere, 3 aziende ospedaliere universitarie, 3 Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) privati, 42 Case di cura private e 5 Istituti qualificati presidi delle Asl.
Gli ultimi aggiornamenti riguardano funzioni e provvedimenti specifici nelle aree di sistema, territoriale e ospedaliera, tra cui: revisione dell’incremento strutturale dei posti letto di terapia intensiva e semintensiva nella rete ospedaliera pubblica; individuazione ed utilizzo della struttura sanitaria Valentino; adeguamento delle strutture di riabilitazione; revisione e integrazione dei piani di emergenza ospedalieri; adeguamento dei servizi di psicologia alle esigenze connesse con l’epidemia; sviluppo della campagna vaccinale di prevenzione contro l’infezione da Covid 19; rimodulazione dell’offerta di screening oncologici

Sul tema vaccinazioni il presidente Cirio sostiene che : “La possibilità di evitare la terza fase dipende anche dalla capacità di vaccinare in fretta”.

I primi vaccini arriveranno in Piemonte dal 21 gennaio e serviranno per personale sanitario, medici, infermieri e gli ospiti delle residenze per anziani.

La fase1 del piano della Regione ha individuato 28 ospedali dove il vaccino verrà consegnato da Pzifer per essere somministrato in 50 giorni a 93.000 dipendenti delle aziende sanitari, 48.000 ospiti delle Rsa e 34.000 operatori di queste strutture (il richiamo della seconda dose deve avvenire tra il 19° e il 23° giorno dalla prima).

Per concludere l’operazione saranno attivate squadre composte da un medico, 4 infermieri per l’inoculazione, 4 operatori socio-sanitari per l’igienizzazione e 3 amministrativi per le pratiche burocratiche. L’operatività sarà garantita 7 giorni su 7.

La Regione ha lanciato una gara per l’acquisto di 30 congelatori con capacità di conservare da -80° a vicino agli 0 gradi ogni tipo di vaccino che verrà usato.

Una volta che le persone avranno espresso il loro consenso si procederà alla prenotazione. La vaccinazione non sarà obbligatoria, ma fortemente raccomandata, per evitare di mettere in piedi una macchina organizzativa complicatissima e rischiare un flop a causa della non adesione dei soggetti che dovrebbero essere vaccinati.

In conferenza stampa si è fatto il punto anche sulle terapie intensive e sub-intensive, l’assessore regionale alla Sanità Icardi ha dichiarato: “Dall’inizio della pandemia siamo passati da 327 posti a 1073 tra strutturati e complessivamente attivabili; un cambio epocale”. La Regione ne finanzia 280 per 22 milioni di euro, lo Stato secondo il cosiddetto “Piano Arcuri” 604 per 96 milioni.

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