
Il prossimo primo luglio il Tar del Piemonte si dovrà esprimere sui ricorsi presentati da Udc, Verdi, Pensionati e invalidi per Bresso contro i risultati delle elezioni regionali. E se i ricorsi fossero accettati – verificando effettive irregolarità nelle liste pro-Cota – l’attuale presidente della Regione rischierebbe di perdere con effetto immediato i suoi poteri. A sua volta Roberto Cota potrebbe “prendere tempo” interpellando il Consiglio di Stato cui spetterebbe la sentenza definitiva. Il solo ventilare l’ipotesi di un “tutto da rifare” fa tremare le poltrone e immediati si alzano i toni: “Il ricorso è vergognoso, giuridicamente e politicamente inaccettabile”, tuona Cota. Ma non può più prendersela con Mercedes Bresso che, con molto “buon senso”, aveva barattato la cancellazione della sua firma dai ricorsi in cambio della presidenza del Comitato europeo delle Regioni.
La decisione del Tar potrebbe comunque slittare nell’attesa che la Procura di Torino si esprima sulla regolarità e l’autenticità delle firme dei candidati della lista Pensionati guidata da Michele Giovine (una di quelle oggetto dei ricorsi) che alle regionali ha ottenuto 27.000 voti.