
Con il nuovo Dpcm di oggi 4 novembre 2020, in vigore da venerdì prossimo, torna l’autocertificazione per gli spostamenti. Il modulo è lo stesso diffuso dal ministero dell’Interno a ottobre e dovrà essere mostrato se fermati in un eventuale controllo.
Il Dpcm ha “diviso” l’Italia in tre zone in base alle fasce di rischio contagio. Il Piemonte, la Lombardia, la Valle d’Aosta e la Calabria sono considerate “zone rosse”.
L’autocertificazione servirà per entrare e uscire nelle regioni in zona rossa per “comprovate esigenze lavorative”, per “motivi di salute” e per “altri motivi ammessi dalle vigenti normative e anche per spostarsi dopo il coprifuoco fissato alle 22 in tutto il Paese.
Zona Rossa. Cosa si può fare e cosa no.
Per le zone rosse il governo prende le misure più drastiche con lo stop agli spostamenti: sono vietati anche quelli all’interno dei medesimi territori. Si potrà uscire di casa solo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.
Sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabacchi, edicole e benzinai. Chiudono anche ristoranti, bar, pub, gelaterie e pasticcerie ma si potrà proseguire con la consegna a domicilio e asporto.
Stop anche per tutte le attività inerenti la persona e agli estetisti ma rimangono aperti i parrucchieri. Vengono sospese le attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se svolte all’aperto, mentre è possibile svolgere attività motoria (corsa e passeggiate) in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherine.
Per quanto riguarda le scuole, seconda e terza media in didattica a distanza oltre a scuole superiori e Università. Restano aperte le industrie, le attività legate all’artigianato, all’edilizia e ai servizi, oltre alle scuole elementari e alla prima media.