Presentata la Scuola a Rete in DiCultHer

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E’ stata presentata oggi a Torino, presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale, la Scuola a Rete in Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities, un modello italiano già sperimentato in chiave europea e internazionale. La DiCultHer aggrega più di cinquanta organizzazioni tra università, enti di ricerca, scuole, istituti tecnici superiori, istituti di cultura associazioni e imprese con l’obiettivo di far nascere quello che viene definito un “campus diffuso”, in grado di elaborare un’offerta formativa coordinata con il sistema nazionale per costruire il complesso delle competenze digitali.

La giornata, è stata aperta da diversi interventi illustri, come quelli di Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università di Torino, Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente dell’Anci, Flavia Nardelli, Vice Presidente della Commissione Cultura, Mercedes Bresso, Parlamentare Europea, Gianna Pentenero, della Regione Piemonte, Laura Montanara, Prorettore del Politecnico di Torino, Monica Barni, Rettrice dell’Università per stranieri di Siena e Aurelia Sole, Rettrice dell’Università della Basilicata.

Queste le parole di Ajani: “L’Università di Torino è da sempre impegnata sul tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio nel nostro paese. Oggi da Torino, con la collaborazione delle Università e dei soggetti aderenti alla Scuola in Digital Cultural Heritage, Arts and Humanities – continua il Rettore dell’Università di Torino – parte un progetto comune per far nascere un “campus diffuso””.

In particolare, la DiCultHer, le cui linee di indirizzo sono diverse (Scienze umane e digitali, Beni culturali digitali, Arte e comunicazione digitale, Economia e management dell’arte e della cultura digitale e Design per il Sistema della Cultural Heritage), ha due propositi principali: uno di tipo formativo, per dotare i discenti di strumenti culturali e scientifici atti a stimolare l’interdisciplinarità, l’inserimento in comunità di pratiche nazionali ed internazionali, la partecipazione a progetti orientati al digitale nella conservazione e valorizzazione dell’eredità culturale; l’altro di tipo scientifico e sociale, per sviluppare una ‘cultura del digitale’ ad ampio spettro dell’eredità culturale, sia per aggiornare coloro che già operano nelle organizzazioni culturali, sia per preparare le future generazioni.