
Il documento di programmazione della rete ospedaliera presentato ieri dall’Assessore Monferino alla Commissione Sanità e Assistenza del Consiglio Regionale, indica le misure di razionalizzazione da intraprendere al fine di garantire il buon livello dei servizi e la sostenibilità nel tempo del sistema sanitario piemontese. Grazie agli interventi di mediazione tra la Regione Piemonte e il Governo Monti, che hanno portato ad un riesame dei parametri della riforma Balduzzi, probabilmente non saranno previsti ulteriori tagli sul comparto sanità. Il documento prevede la cessazione dell’attività ospedaliera per il Valdese e il mantenimento del poliambulatorio, il trasferimento dell’Oftalmico nella Città della Salute, l’abolizione del dipartimento malattie rare nella federazione Torino Nord e la realizzazione di una rete dipartimentale delle malattie infettive, il riconoscimento di una Breast unit al Cottolengo, nonché l’attivazione dell’emodinamica a Ivrea con la progressiva chiusura di quella di Ciriè. Inoltre, viene evidenziato il riordino in funzione delle attività erogate e richieste che prevede 3 Breast unit (Mauriziano, San Luigi e Candiolo), 2 emodinamiche (Mauriziano e Infermi di Rivoli con soppressione della sede di Orbassano), riferimento al Mauriziano per gli interventi al fegato e al pancreas e trasferimento del robot chirurgico Da Vinci (utilizzato principalmente in urologia) dal San Luigi alla Città della Salute. Questi interventi hanno sollecitato numerose proteste da parte del personale sanitario dei diversi Ospedali. Gruppi della maggioranza di Palazzo Lascaris assicurano che il documento è solo una bozza e che, in alcune parti, potrà essere rivisto (in particolare sul mantenimento delle emodinamiche). Dal canto suo l’Assessore Monferino difende il piano di programmazione affermando la necessità di portare la rete sanitaria piemontese a un numero di posti letto totale coerente con la normativa nazionale e in grado di rispondere alle esigenze del territorio.
Scritto da Antonio