
Movimenti tellurici a bassa magnitudo, case tremano in Val di Susa e Valli di Lanzo
La sera del 13 novembre è stata segnata da diverse scosse di lieve intensità che hanno coinvolto in particolare la provincia di Torino, generando apprensione tra molti residenti. I sismografi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno registrato quattro eventi sismici nell’arco di meno di cinque ore. Sebbene nessuno di essi abbia provocato danni, almeno due sono stati distintamente avvertiti dalla popolazione.
La sequenza sismica è iniziata alle 17.19, quando gli strumenti dell’Ingv hanno rilevato una prima scossa con epicentro nel territorio comunale di Lusernetta e magnitudo 1.8: un movimento troppo debole per essere percepito dai cittadini.
La seconda scossa è arrivata alle 20.58, questa volta con epicentro a Viù e magnitudo 2.4. Una magnitudo identica a quella della terza scossa, registrata alle 22.03 con epicentro a Varisella. Sono proprio queste due, e soprattutto quella di Varisella, ad avere creato maggior allarme: molte persone hanno riferito di aver sentito tremare chiaramente gli edifici, in particolare ai piani alti. La scossa delle 22.03 è stata percepita anche in gran parte della bassa Val di Susa.
A completare la serie, una quarta scossa alle 22.27: la più debole, magnitudo 1.1, con epicentro a Traves.
Scosse di bassa intensità non sono una novità per la provincia di Torino. Le aree più sensibili dal punto di vista sismico restano la Val di Susa, il Pinerolese, le Valli di Lanzo e il Canavese, dove piccoli eventi sismici si verificano con una certa frequenza. È meno comune, invece, registrare quattro episodi in un intervallo di tempo così ristretto, pur trattandosi di un fenomeno non eccezionale. Basti ricordare lo sciame sismico che nell’agosto 2024 interessò il Cuneese con decine di scosse ravvicinate, senza però provocare alcun danno.
Le autorità invitano alla calma: la situazione è monitorata e non si registrano criticità.