Quel Toro che si dichiara a donna Europa. Rischiando di irritare una vecchia Signora

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Logo-il-punto-nel-pallone-300x275 Quel Toro che si dichiara a donna Europa. Rischiando di irritare una vecchia Signora
A Verona, la casa e il balcone di donna Giulietta Capuleti si mostrano nel loro originale mix tra atmosfera dei tempi di Dante – che del resto da queste parti era di casa – e commercializzazione del fenomeno a suon di San Valentino permanente. Da queste parti, ieri sera si è presentato un ragazzo timido e deciso chiamato Toro, che non ha più voluto celare i propri aneliti nei confronti di una bella fanciulla chiamata Europa. Era sembrato inizialmente troppo  timido, contro il Verona; poi, nell’intervallo, tre stoccate al cuore degli scaligeri e ora, tra i granata e donna Europa, è flirt dichiarato. Se son rose, fioriranno a maggio; per il momento, le acque dell’Adige portano al mare l’ennesima puntata di un sogno d’amore che dura da sette secoli (e che i granata non coronano da più di vent’anni).
 
Davvero un peccato che una partita così bella e ricca di contenuti sia stata così viziata dagli errori arbitrali. Il rigore per il Verona è fifty-fifty, mentre sul gol del pareggio granata si sono indignate tutte le possibili moviole: fuorigioco. Un errore, quest’ultimo, che ha indubbiamente pesato in maniera infinita sulle sorti del match: se quel gol fosse stato annullato, difficilmente ne sarebbero arrivati subito altri due, nel revival di quella che abbiamo già definito una riedizione del mitico quarto d’ora del Filadelfia (era la carica del Grande Torino, annunciata da un mitico trombettiere che stava sempre sugli spalti). Ma così va il calcio; e il Toro esce dal Bentegodi con una carica – tanto per rimanere in tema – che potrebbe sospingerlo dritto filato fino all’appuntamento di domenica allo Juvestadium.
 
Chissà da quand’era, che il derby della Mole non era sentito come una sfida tra due grandi squadre, invece che come un probabile esercizio di tiro al tacchino (per non parlare degli anni in cui non erano grandi né Toro né Juve). Fatte le debite proporzioni, sembra di essere tornati di colpo (quasi) ai tempi di Graziani, Pulici, Causio e Bettega; anche se purtroppo l’intensa e agonistica coreografia di quei derby è andata del tutto perduta da quando lo stadio non si divide più a metà tra le due tifoserie. Di sicuro, questo flirt veronese con una dolce fanciulla chiamata Europa potrebbe far pericolosamente ingelosire una vecchia madama di Torino…
Roberto Codebò