Scoperti a Torino nuovi farmaci “intelligenti” per la cura del mieloma multiplo. Ieri è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine, la più prestigiosa rivista medica al mondo, un articolo scientifico che dimostra un netto miglioramento della sopravvivenza dei pazienti affetti da mieloma multiplo utilizzando questi nuovi farmaci “intelligenti”. E’ una ricerca multicentrica mondiale, coordinata dal professor Antonio Palumbo (responsabile della Myeloma Unit del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’ospedale Molinette di Torino, diretto dal professor Mario Boccadoro). A questa ricerca hanno partecipato 50 centri ematologici italiani e svariati altri centri europei e statunitensi. Il mieloma multiplo è un tumore tipico dell’età avanzata, che colpisce in Italia 15.000 soggetti. La sua incidenza aumenta nelle persone anziane, e quindi significativamente nelle nostre regioni in cui aumenta la presenza di persone anziane. Negli ultimi anni la ricerca ha compiuto numerosi passi avanti, grazie all’introduzione di nuovi farmaci “intelligenti”, in grado di inibire i meccanismi della crescita tumorale. Questi farmaci rivoluzionari hanno portato ad un considerevole aumento della sopravvivenza dei pazienti affetti da tale patologia. L’articolo uscito sul New England Journal of Medicine riferisce l’impiego di un nuovo farmaco: la Lenalidomide. Questo farmaco si è dimostrato efficace ed in grado di limitare gli effetti collaterali delle terapie, di avvicinare la tollerabilità di una terapia anti-cancro a quella delle comuni terapie orali anti-ipertensive. E’ un farmaco orale, non si ha perdita di capelli, i controlli ambulatoriali sono ridotti a settimanali o mensili. La qualità di vita dei pazienti è quindi significativamente migliorata. L’efficacia di questi trattamenti risulta superiore a quella delle terapie fino ad oggi in uso e cambia radicalmente il modo di trattare questa malattia. E’ significativo come in Italia, nonostante i ridotti finanziamenti e le difficoltà burocratiche rispetto ad altri Paesi europei, rimangano idee e centri di eccellenza in grado di effettuare scoperte che cambiano il decorso ed il trattamento di specifiche patologie. La presenza di strutture altamente specializzate, disponibili solo nei grandi centri Ospedaliero-Universitari, consente di concentrare risorse e conoscenze indispensabili al raggiungimento di questi obiettivi. La stretta e continua collaborazione all’interno di queste strutture è il fattore determinante per il successo di queste ricerche. Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’istituzione di strutture specialistiche in grado di affrontare patologie complesse, ma soprattutto dedicate all’organizzazione di specifici percorsi diagnostico — terapeutici per specifiche patologie. Particolare importanza ha rivestito la collaborazione tra numerosi centri ematologici italiani (oltre 50) e numerose istituzioni europee e statunitensi.