
Bresso si salva, Cota no. Arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente della Regione nell’inchiesta su rimborsi facili in Consiglio regionale. Insieme alla sua sono state depositate quelle di altri 37 consiglieri sotto accusa. Oltre a Mercedes Bresso sono 18 in tutto le richieste di archiviazione che riguardano anche: Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Luca Pedrale, Fabrizio Biolè, Davide Bono, Eleonora Artesio, Antonino Boeti, Davide Gariglio, Stefano Lepri, Giuliana Manica, Angela Motta, Rocco Muliere, Aldo Reschigna, Gianni Ronzani, Gianna Pentenero, Monica Cerutti.
L’inchiesta è quella per le spese sostenute con i fondi dei gruppi consiliari regionali. Iniziata nel 2012, l’indagine ha coinvolto 56 consiglieri per le ipotesi di peculato, truffa e finanziamento illecito ai partiti. Le indagini della Guardia di Finanza su scontrini e tabulati telefonici hanno permesso ai pm di circoscrive le contestazioni più gravi a 43 consiglieri, raggiunti nei mesi scorsi dagli avvisi di chiusura indagini, passo che precede la richiesta di rinvio a giudizio.
L’accusa per i 37 più Cota è peculato. Al momento, anche altri consiglieri, oltre a quelli non raggiunti dall’avviso di conclusione indagini, potrebbero evitare di finire alla sbarra. Intanto gli atti della procura sono stati mandati al gip che valuterà le richieste dei pm e fisserà la data del l’udienza preliminare, probabilmente entro la primavera.