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Roberto Bressan, il portiere degli Insuperabili raggiunge quota 4000 partite

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L’intervista al portiere dei record

Chi a Torino gioca regolarmente a calcio non può non conoscere Roberto Bressan e la sua storia. Capita di incontrarlo ogni tanto alle partite o di chiamarlo direttamente quando serve un portiere. Per lui il calcio non è solo una passione, ma anche una sfida, cominciata tanti anni fa nel quartiere di Vanchiglia dove vive tuttora. “Handicappato, tu non potrai mai fare niente nel calcio”: questa è solo una delle tante frasi con cui gli altri ragazzini del quartiere lo prendevano in giro. A farlo erano soprattutto quelli che giocavano in porta. È in quel momento che Roberto ha deciso di prendere in mano la situazione e dimostrare il suo valore. Così, dal 17 maggio 2011 ha iniziato a segnare tutte le statistiche relative alle partite a cui partecipava, rigorosamente come estremo difensore. Per lui non fa differenza giocare a calcio a 5, a 8 o a 11, l’impegno rimane lo stesso. In meno di 8 anni ha ora toccato la quota record di 4mila match disputati. Un orgoglio per lui e la sua famiglia, a dimostrazione che la disabilità non è un limite. E adesso questo Forrest Gump del pallone non vuole di certo fermarsi qui: la sfida prosegue.

Abbiamo chiesto a Roberto anche alcune curiosità, oltre a quelle di cui ci ha già parlato nella video-intervista:

“Ci dai qualche numero relativo alle tue 4mila partite? “Le vittorie sono quasi 1800, mentre i pareggi 1100 e altrettante le sconfitte. Di 450 rigori che ho subito, metà li ho parati. Tengo conto anche delle papere che ho fatto 130 totali, e dei gol che ho segnato, ovvero 15. In più ho vinto 36 volte il titolo di miglior portiere“.

“Dicci ancora qualcosa degli Insuperabili”. “Insuperabili Onlus e Reset Academy, grazie anche a testimonial come Giorgio Chiellini, promuovono scuole calcio per ragazzi con vari tipi di disabilità. Il Progetto nasce a Torino nel settembre del 2012, prendendo ispirazione dal modello inglese Football For Disabled. L’associazione ha anche un negozio in via Montevideo 6, a Torino“.

“Quali sono stati i momenti più belli?” “il primo trofeo come miglior portiere nel 2007, al torneo “Maggio in oratorio” della parrocchia Santa Giulia. Una partita a Mantova con gli Insuperabili nel 2018, con due rigori parati dopo un infortunio. La partita 3mila (02 dicembre 2016) con striscione di dedica fatta anche dagli avversari. E poi la 4mila: contro la fortissima Juve nel calcio disabili in quarta categoria: non ero al meglio fisicamente, ma siamo riusciti a pareggiare 0 a 0 (16 marzo 2019)“.

“Chi vuoi ringraziare?” “Tutti quelli che mi conoscono e mi hanno sostenuto, in particolare Davide Leonardi, presidente degli Insuperabili, Cristian Moretto, il mio migliore amico, e suo zio. Cristian lo chiamo “Dybalino” e con lui c’è grande sintonia dentro e fuori dal campo. Un’amicizia iniziata 3 anni fa proprio tra le fila degli insuperabili e diventata sempre più forte. A dimostrarlo le lacrime di Cristian lo scorso aprile, quando io ero infortunato e non sono potuto scendere in campo in un torneo. Affetto ricambiato quando a essersi fatto male è stato lui: io ero in campo, addirittura da attaccante per mancanza di uomini. Poi ho segnato e sono andato subito ad abbracciarlo. Per me è ormai un fratello e ci vediamo ormai regolarmente anche fuori dal campo. Per lui sono il suo “Buffonino” e in generale un esempio positivo da seguire“.

“C’è mai stato un momento in cui hai pensato di fermarti?” “Sì qualche volta, quando ho perso male alcune partite consecutivamente e sono andato in crisi. Ma la mia forza di volontà e gli amici come Cristian mi hanno sempre riportato a lottare e non mollare“.

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