Don Peyron sui social media: “Come affrontare la paura di sentirsi tagliati fuori”


D: Quali conseguenze per l’uso della tecnologia digitale, ad esempio i social media?

R: Tutti abbiamo fatto l’esperienza, scorrendo i nostri social specialmente il venerdì o il sabato sera o nel tempo della vacanza, di vedere nostri amici felici e contenti fare qualche cosa di interessante in qualche luogo interessante. E ci può essere capitato mentre noi stessi eravamo insieme a gente interessante, in un posto interessante facendo cose interessanti. Sino a qui tutto normale, ma gli specialisti ci segnalano che per alcuni non è normale affatto, diventa addirittura una sindrome ansiosa che si chiama FOMO, Fearing of missing out, la paura di sentirsi tagliati fuori. Anche se sappiamo che non possiamo essere ovunque, pure facendo qualche cosa di bello, ci sentiamo in ansia perché stiamo perdendo qualche cosa, sentiamo che qualche cosa di bello ci sfugge, non possiamo essere lì.

Non possiamo essere ovunque, sempre. Il digitale soprattutto ci dà la sensazione che questo sia possibile, ma in fondo è solo una sensazione. Ognuno di noi, per quanto digitale sia, è in un certo posto e solo in quello fisicamente. Se mi ascoltate a casa, sulla metro, in auto beh siete lì come io sono in radio.

Ogni patologia però è rivelativa di qualche cosa di buono che abbiamo, che fa parte della nostra umanità. Il mal di testa mi ricorda che ho una testa, il mal di piedi alla fine di una giornata in fondo mi dice che mi sono mosso, che ne ho avuto la possibilità. Ed allora il FOMO, sindrome di noi tecnologici che cosa ci dice? Che esserci per noi è importante, che fa parte del nostro bagaglio umano sapere che ci siamo, renderci conto di quanto ci circonda non solo in relazione ai nostri bisogno primari.

D: Quale suggerimento possiamo trarre per noi?

R: Forse chiudere gli occhi un momento, distogliere lo sguardo dai social e sentire la bellezza di essere presenti a se stessi. Dire ci sono ed esserne contenti. Dire sono qui, lo so, le mie facoltà mi restituiscono una sensazione di vita, di presenza. Farlo ogni giorno, nei momenti di sconforto e di fatica, ci restituisce la meraviglia della vita che ogni tanto, per abitudine, rischiamo di perdere. 

A presto, alla prossima settimana, ed in alto il cuore.

Leave a Reply