Don Peyron: “La pandemia ha messo a nudo le fragilità della scienza”


D: quale riferimenti culturali sono i più efficaci in questo tempo di trasformazioni tecnologiche e digitali?

R: Abbiamo per molto tempo magnificato la scienza in tutti i suoi aspetti ed in effetti essa ha raggiunto traguardi davvero straordinari ed importanti. La pandemia ha messo a nudo però i suoi limiti, le sue fragilità. Vale la pena riflettere sul fatto che la scienza altro non fa che cercare delle costanti nella realtà ed una volta trovate ne ricava delle leggi di natura, in esse poi si inserisce la tecnologia nell’applicarle. Questo nostro atteggiamento ci dice che siamo tutti sempre in cerca di salvatori, di qualcosa o di qualcuno che risolva i nostri problemi al posto nostro o perlomeno al nostro fianco.

Alla scienza abbiamo affidato questo compito certi che per tutto, è solo questione di tempo. Posto che possa essere vero nel frattempo, letteralmente, dobbiamo vivere ed affrontare quanto ci accade. Quello che dicevamo negli ultimi due secoli della scienza lo diciamo della tecnologia. Abbiamo capito che è un sogno ma che non basta, che un virus rischia di farci risvegliare in un incubo.

Allora la tecnologia e la scienza oggi ci dicono, con umiltà e verità, che la fatica e la gioia del vivere non possono essere appaltati ad altro, sono una nostra dignità, libertà e responsabilità. Qui torna la grande potenza e verità delle grandi narrazioni umane, religiose o filosofiche. Non in concorrenza con la scienza, ma insieme ad essa ci aiutano a dare senso al nostro quotidiano e progettare il futuro.

D: tecnologia e fede dunque?

R: Sì, possiamo credere, nei tanti modi in cui questo si applichi e nello stesso tempo lavorare ad una migliore tecnologia, ad una migliore scienza. Là dove esse si escludono a vicenda, negano la dignità l’una dell’altra, nessuna fa un buon servizio all’essere umano, alla crescita dell’umanità nel suo complesso. Abbiamo due occhi, due narici, due orecchie: gli strumenti con cui ci interfacciamo con la realtà sono coppia se non in numero maggiore come le dita o la pelle. Rinunciare ci fa mancare prospettiva e ci fa inutilmente sbattere!

In alto il cuore ed alla prossima settimana!

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