Don Peyron: “I social media hanno atteggiamenti simili alle droghe”


Spesso si parla dei social media e delle dipendenze che essi generano, cosa ne pensi?

Questo tipo di tecnologie sono progettate e pensate per dare dipendenza, per essere usate il più a lungo possibile. Pur essendo legali esse hanno atteggiamenti simili a qualunque tipo di droga: gli effetti sono anche dal punto di vista fisiologico gli stessi, generano endorfine cioè quelle droghe che naturalmente il nostro corpo produce per farci sentire meglio, quando ci sentiamo meglio è grazie a loro. La questione dunque non è se i social generano dipendenza ma perché noi accettiamo questa dipendenza

Che cosa intendi esattamente?

Come diverse volte abbiamo detto in queste nostre brevi conversazioni la tecnologia racconta chi siamo, ebbene la domanda che dobbiamo porci è per quale ragione abbiamo così tanto bisogno dei social. In altri termini non è tanto il punto se i social siano buoni o cattivi, ma che cosa cerca oggi l’essere umano, noi. I social ci fanno sentire meno soli, ci danno da pensare e da sognare al posto del mondo fuori dagli stessi social che, evidentemente è meno attraente. Riflettiamo sul perché il mondo è brutto, siamo soli, ci sentiamo tali?

Rovesciare on line i nostri bisogni o lamentarci ogni tanto di come l’on line ci rubi qualche cosa significa non affrontare mai il problema vero. In tempo di pandemia credo possa essere utile, con le dovute precauzioni, ricominciare a frequentare il corpo degli altri: ricominciare a cercare vicinanze anche fisiche che ci umanizzano. Andiamo verso la primavera: leggere un libro su di una panchina guardando la gente in carne, ossa e mascherine passare è una buona e semplice soluzione di salute pubblica. L’altro fisicamente presente è il solo mezzo vero per vincere la solitudine e le paure.

A presto, alla prossima settimana, ed in alto il cuore

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