Don Peyron: “Apprendere il digitale è a portata di tutorial e di facile fruibilità”


La pandemia ha rallentato un po’ i ritmi ma questi stanno riprendendo piede, cosa ci puoi dire rispetto alla trasformazione digitale e l’uso del tempo?

Il digitale in effetti è rapido e rende più rapido il nostro agire. Pensiamo al tempo che oggi è necessario per recapitare una lettera digitale rispetto alla lettera di carta e francobollo di qualche decennio fa. Neppure le leggendarie poste britanniche potrebbero competere! La rapidità ha solleticato un aspetto centrale della persona umana che è la gratificazione personale. Oggi è immediata, deve essere immediata come tutto pare immediatamente possibile. Non esiste desiderio che non sia oggi a portata di click o informazione che in pochi millisecondi non giunga sui nostri schermi. Il presente digitale ha anche, apparentemente, eliminato le sudate carte di un tempo, non solo perché ha eliminato la carta, ma anche perché sembra aver eliminato il sudore, la fatica. Oggi apprendere, anche la complessità, sembra a portata di tutorial di facile accesso ed ancora più facile fruibilità.

Tutto questo cosa determina nelle nostre vite?

Maggiore accessibilità, ma minore accuratezza e latente mediocrità; veloce fruibilità, ma minore capacità di analisi e di sintesi; enormi possibilità potenziali, ma minore pazienza e capacità di attesa. A ciò dobbiamo aggiungere che ciò che ci aspettiamo dalle macchine e dai sistemi, sempre di più lo riversiamo sulle persone, su noi stessi e sugli altri. Dobbiamo essere veloci, accurati, precisi e gratuiti. Ma non lo possiamo essere e ciò è un bene perché la velocità non è un bene assoluto. Siamo in Piemonte e la nostra terra ci ha insegnato che il buon vino ha bisogno di tutto il tempo necessario, ed è tanto, tanto quanto la bontà che si va cercando. Tempo, dedizione, impegno, attese, fallimenti. La questione di fondo su cui si gioca educativamente tutta la questione è in buon parte la gratificazione. Essa va a braccetto dalla notte dei tempi con la velocità e, come aveva intuito Freud, ci porta velocemente se non ben governata alla morte psichica. La rivoluzione digitale ci impone di ritornare a parlare di questo argomento ed educare le nuove generazioni e noi stessi ad essere davvero liberi liberandoci dall’istinto del subito, digitalmente rivestito di buono e di bello perché legato all’efficienza ed all’efficacia.

A presto, alla prossima settimana, ed in alto il cuore

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