Don Peyron: “I social in politica tirano fuori il peggio di noi e lo mettono in luce”


Un tema scottante legato alla trasformazione digitale è quello della politica, che cosa potresti dirci?

Certamente sì, lo abbiamo visto negli Usa in occasione dell’ultima tornata elettorale, lo viviamo da tempo anche dalle nostre parti. Il digitale permette una comunicazione particolarmente rapida ed efficace ed in fondo a basso costo. Pensate quanto costava un tempo attaccare i manifesti elettorali nelle strade o la distribuzione dei “santini” elettorali o, ancora, la fatica di ottenere dello spazio sui giornali per i politici di ogni tipo. Con l’avvento dei social tutto è più semplice o almeno sembra essere più semplice perché il gioco funziona solo a certe condizioni.  

E scommetto che stai per svelarcele?

Ovviamente, così tutti noi possiamo meglio rendercene conto… o approfittarne! Il fatto che il sistema si a basso costo, rapido ed accessibili fa sì che tutti lo usino e questo, ovviamente, crea una sorta di ingolfamento del sistema stesso. Come posso emergere in una marea di messaggi? L’inghippo è tutto qui, usare bene l’algoritmo che presidia i social e che fa vedere quel post piuttosto che un altro. Ma usare bene l macchina significa puntare sui difetti dell’umano. In altre parole peggio funzioni io meglio funziona la macchina e mi costringe a vedere… il peggio di me.

Aiutaci a capire?

L’algoritmo dei social funziona soprattutto in base alle condivisioni ed ai commenti che facciamo dei diversi post, più commenti, più condivisioni più visibilità ed ampiezza della platea a cui comunico. Come aumentare commenti, condivisioni e like? Sfruttano la pancia emozionale di noi, i nostri istinti e le nostre paure. Una tattica semplice e banale, ma sempre efficace è l’uso massiccio di espressioni come: “Lo sanno tutti”. Tutti lo dicono e tutti lo sanno, sei forse tu l’unico scemo che non lo dice e non lo sa? Nessuno vorrebbe rispondere di sì ed allora.. leggo il post così lo so anche io, lo condivido così tutti sanno che anche io so e mica sono il sempliciotto che si fa fregare da “quelli là”. Ed ecco fatto.

In conclusione?

Non è una regola, ma i social in politica tirano fuori il peggio di noi e lo mettono in luce. Più vedi porcherie o roba forte sul tuo profilo più ci stai cascando, più qualcuno ti usa nei tuoi punti deboli. Al posto di cliccare d’istinto prova a fermarti, pensare, leggere meglio, leggere altrove. E riprenderti la tua libertà e la democrazia autentica.

A presto, alla prossima settimana, ed in alto il cuore

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